Quando l'amore non basta
Rossana Mauri intervista Angela Siciliano
“… la dignità e il
diritto di esistere così come siamo non ce li devono concedere gli altri, li
abbiamo già con noi fin dalla nascita...” (Angela Siciliano – Copenaghen, giugno
2008)
Piuttosto ce li dobbiamo concedere lavorando sulla consapevolezza e l’accettazione della nostra persona. In ogni società, in modo più o meno marcato a secondo della storia e della cultura, tutte le diversità, tra cui l’omosessualità, sono ragione di esclusione di separatismo e di emarginazione. La capacità di reazione al pregiudizio dipende proprio da questo “sapere” di noi.
Scritto con schiettezza disarmante, il romanzo di Angela Siciliano, mette in luce stati d’animo e aspetti psicologici legati al rimpianto e alla frustrazione di una storia d’amore tra due donne proibita da una società pregiudizievole, da una famiglia perbenista e dalle morbose paure di Serena, una delle due protagoniste, che altro non sono che i timori legati al concepire il proprio stato come diversità. L’altra protagonista (cui non è dato sapere il nome), al contrario, in anni di coraggiosa analisi e accettazione delle proprie scelte e responsabilità, supera la frustrazione, si svincola da ciò che resta del sentimento perduto, dal rimpianto e afferma la propria dignità in una posizione risoluta. Fresco, immediato, sincero il romanzo si legge in un soffio catturando l’attenzione su fotogrammi così realistici della vita da lasciare nel lettore la sensazione di un déjà vu. Perché le stesse dinamiche ricorrono in tutte quelle storie dove la diversità diviene ostacolo insormontabile alla crescita di un individuo, alla manifestazione di un talento, all’evolversi di un sentimento o di una diversa visione della vita.
Edito da Gingko, il romanzo è stato presentato ufficialmente in Italia il 12 ottobre alla Fiera della libera editoria di Pisa, (90 pagine 12,00 Euro) Già disponibile in migliori librerie on line vedi:
http://www.ibs.it/code/9788895288055/siciliano-angela/quando-amore-non.html
http://www.gingkoedizioni.it/Distribuzione.htm
http://www.libreriauniversitaria.it/quando-amore-non-basta-siciliano/libro/9788895288055
In oltre a Milano lo si trova presso:
1)Libreria delle donne
via
Pietro Calvi 29,
Breve intervista all’autrice Angela Siciliano
D) E' il primo romanzo, ma non la prima avventura letteraria. Raccontarci il tuo percorso e come sei arrivata a una scrittura così completa?
R) È il primo romanzo pubblicato ma non é il primo che ho scritto. Ho scritto sempre qualcosa fin dalle scuole medie. Poi crescendo ho sempre letto tantissimo e di tutto. Mi é piaciuto ad un certo punto di occuparmi di poesia, leggerla, studiarla, ascoltarla, condividerla. Da circa un decennio ho cominciato a mettere sulla carta certi ricordi, un po' a scopo terapeutico, per liberarmi di certi sentimenti legati ad essi, e un po' per puro esercizio. Così mi sono accorta di avere un enorme archivio di esperienze a disposizione! I fatti veri, nel senso di veramente accaduti a volte superano l'immaginazione. Insomma il materiale di cui scrivere non mi manca.
D) Leggiamo che non si tratta di una storia prettamente autobiografica, ma la dinamica del racconto lascia supporre la comprensione di un delicato percorso psicologico, attraverso quali tappe sei arrivata e tali elaborazioni?
R) È biografica l'ostilitá della famiglia di lei, le sue paure, i miei
atteggiamenti, ma ho mescolato un po' le carte e cambiato la geografia e la
dinamica, quindi in questo senso non è una storia autobiografica.
Ho
mescolato sentimenti vissuti in altre vicende con quelli vissuti in questa,
perché erano affini. E in alcuni passaggi ho creato situazioni che nella realtà
non si erano mai avverati. Ma secondo me non ha nessuna importanza cosa sia
veramente accaduto e cosa invece no, perché quello che conta é che la vicenda
sia realistica, possibile, credibile. E lo é: le persone che lo hanno letto, le
lesbiche, e non solo, riconoscono qualcosa di se stesse e della propria vita o
di qualcuno che conoscono personalmente.
D) Come sei arrivata a eleggere la Danimarca come luogo di residenza?
R) Ho cominciato a sognare i Paesi Scandinavi fin da quando avevo 11 anni. Un documentario sull'occupazione delle case, a Stoccolma, da parte di certi "capelloni" che vivevano in collettivi, gruppi comunitari, mi aveva affascinata. A quel tempo io vivevo in Sicilia e mio padre era uno che considerava un delitto contro il suo onore anche il fatto che andassi a scuola. Figurati quindi, che ventata di libertà fu vedere quel documentario! Pensai che "da grande" me ne sarei andata in Svezia! Poi mi lessi, attingendo alla biblioteca della scuola, tutto ciò che odorava di Nord, dagli esploratori in Groenlandia ai programmi scolastici svedesi. Era una fissazione. Molti anni dopo - nelle Marche - in una bancarella trovai un libro di Karen Blixen. E mi innamorai della sua fantasia, del suo essere danese. Ad un certo punto avevo già 37 anni e mi dissi che se volevo vederli questi Paesi Scandinavi dovevo farlo prima che diventasse troppo tardi. Scelsi la Danimarca come prima tappa perché era già nella Comunità Europea e supposi che quindi la burocrazia, relativa al permesso di soggiorno, sarebbe stata più semplice, e poi dal 1989 aveva già reso legale il matrimonio per gli omosessuali. Bene, pensai, comincio da lì.
Riempii il mio sacco a pelo di cose necessarie (dall'ago e filo al vocabolario danese-italiano), mi misi in tasca una certa somma conservata allo scopo, e voilà! Adesso non solo risiedo, ma sono anche cittadina danese, perché essendo sposata ad una donna danese e non essendo questo stato civile riconosciuto in Italia, ho sentito la necessità di creare una parità nella mia coppia, giuridicamente, in questo modo.
D) Se parliamo di qualità della vita quali sono le differenze fondamentali tra la società italiana e quella del nord Europa?
R) Se parliamo delle fondamentali allora direi: Meno burocrazia in Danimarca,
meno rispetto ossequioso verso l'autorità e quindi meno formalità nei rapporti,
ma anche meno spontaneità, rispetto all'Italia.
In Italia invece manca,
secondo me, il senso pratico. Una semplicità che invece trovi abbondantemente in
Danimarca. La grande differenza sta naturalmente nel clima che purtroppo
influenza la qualità della vita, l'umore di un'intera popolazione. E poi nella
politica, più semplice e più onesta in Danimarca, gli scandali politici della
Danimarca fanno sorridere rispetto a quelli italiani: un vino costoso bevuto a
spese del proprio ufficio o ministero, compromette tutta una carriera. Direi
anche nella religione che in Danimarca é ufficialmente mescolata allo Stato.
Chiesa e Stato non sono separati, qui si ha anche il "ministro della Chiesa"
(Evangelica Luterana) ma non ci sono crocefissi alle pareti delle aule; le donne
fanno i preti e i vescovi, ma i preti vengono licenziati se il consiglio
parrocchiale che li ha assunti, non li ritiene idonei! Un altro mondo, rispetto
all'Italia dei "Lei non sa chi sono io!" o dei preti pedofili intoccabili. Manca
una certa spiritualità secondo me nella società danese, cosa che magari in
Italia finisce con l'imporsi e l'asfissiare tutti, credenti e non credenti, di
questo o di quel credo.
D) Cosa della società e della cultura italiana ha segnato, nel bene e nel male, il tuo percorso personale e di scrittrice?
R) L'emigrazione all'estero dei miei genitori, mio padre era un minatore minorenne partito con i coetanei per il Belgio, dopo l'accordo tra i due governi, del 1946 (l'Italia dava minatori e il Belgio carbone che serviva per la ricostruzione dell'Italia, dopo la guerra); la mentalità siciliana della famiglia paterna, cioè patriarcale, quasi musulmana; la separazione virulenta in destra e sinistra della società; il maschilismo della società e del linguaggio, il paternalismo cattolico dei valori, il conformismo, tutte cose che mi sono state strette, in un certo senso, le ho subite in certi periodi pesantemente. La cultura di sinistra, legata ai diritti civili, Il femminismo, passando attraverso una fase separatista e poi il lesbismo politicizzato, la coscienza di vivere in una cultura dalle molteplici radici, la bellezza terapeutica di certe opere d'arte e di certi paesaggi unici e indimenticabili, queste sono cose che considero positive e che ho respirato a pieni polmoni, in Italia.
Nel bene e nel male mi hanno costruita queste cose.
