Di origine italiana, nata a Milano nel 1928,
Vera Vigevani Jarach è emigrata in Argentina dopo la promulgazione delle leggi
razziali del 1939. Ieri, al Teatro Dal Verme, ha ricevuto dalle mani del Sindaco
di Milano, Giuliano Pisapia, il riconoscimento Ambrogino d'Oro. Vera Vigevani ha
voluto dedicare il premio ai suoi genitori ed a suo nonno che, dopo essersi
rifiutato di abbandonare Milano, fu rastrellato dalle truppe di occupazione
nazi-fascista e deportato ad Auschwitz. A Buenos Aires ha lavorato come
giornalista, raccontando il periodo della dittatura militare. Dopo il rapimento
della figlia Franca, nel 1976, è stata una delle fondatrici del movimento
Madres de plaza de mayo, per lottare contro la tragedia dei desaparecidos.
Non ha mai dimenticato la sua città d’origine, e l'Italia dove torna spesso per
incontri in università e scuole, nei quali spiega ai giovani la tragedia dei
desaparecidos.
Attualmente è componente delle Madres de Plaza de Mayo – Linea Fundadora.
Intervistata da Cecilia Rinaldini,
nell'edizione odierna del Giornale Radio RAI GR3, ha espresso soddisfazione per
l'apertura dei numerosi processi ai verdugos della Giunta Militare
Argentina, in quanto contribuiscono a fare giustizia. Facendo luce sulla storia
del passato, insegnano alle nuove generazioni a non ripetere gli errori del
passato. Il 13 dicembre alle 18, Vera
Vigevani sarà a Roma, a Casa
Argentina, per la presentazione del libro Due
volte ombra, di Nicola Viceconti. Due volte ombra racconta il dramma dei
bambini rubati ai desaparecidos, privati della loro vera identità e
adottati illegalmente, attraverso la storia di una ragazza nata a Buenos Aires
in piena dittatura che, all’improvviso, apprende la sua vera identità.
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