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Domenico Labriola, noto costruttore edile di Buenos Aires, italiano di nascita e porteño di adozione, ha 87 anni ed è molto malato quando comincia a trascrivere i ricordi di una vita. Sulle note melanconiche della Cumparsita, al Gran Café Tortoni, nell’atmosfera del barrio La Boca, dentro i fumosi saloni delle confiterias della anni Trenta, nel gioco di sguardi che scandisce i balli nelle milongas del dopo regime, in cui il tango sentimental dei vecchi tangueros si arricchisce delle sonorità elettroniche delle nuove leve, il mondo degli Italiani d’Argentina, l’orgoglio e la nostalgia dei piccoli borghi del Meridione rivive nel racconto di un vecchio italiano a confronto con un giovane porteño di seconda generazione. Il bilancio di una vita che, come una danza alle sue ultime note, sfiorisce, ci regala la voce di una Buenos Aires cangiante, una lezione sul come vivere sensualmente l’esistenza, e soprattutto la parabola romantica, a tratti struggente, che insegna l’Amore senza compromessi. Tutti i venerdì andavo alla Confiteria Ideal a sentire l’orchestra di Edgardo Donato. Ci andavo con Teresa Cosimato, un’amica di mia sorella Beatrice. Con Teresa ballavo il tango apilado, quello degli innamorati. Ballavamo solo quello stile. Sembravamo due amanti. Stretta a me in un abbraccio serrato, Teresa mi appoggiava la guancia sulla guancia e, con languidi passetti, ci facevamo cullare dal ritmo dell’orchestra. I suoi abiti avevano spacchi vertiginosi e lei li portava sopra delle scarpe con i tacchi altissimi. Io mi distinguevo in sala per il colore sgargiante delle giacche che indossavo. Avevo i capelli impomatati e sempre un sigaro nel taschino. I miei fratelli erano seduti al tavolo pronti ad incitarmi a ogni giro di sala. Andavamo alla milonga due sere a settimana per svagarci dalla fatica del lavoro accumulata. Mi bastava ascoltare le note di un tango di Osvaldo Pugliese o di Carlos Di Sarli per riprendermi.
Per il bicentenario dalla nascita dello Stato, l’Ambasciata Argentina in Italia ha riconosciuto al libro e al suo autore il patrocinio ufficiale per il merito di aver promosso e contribuito a far conoscere la cultura argentina all’estero. Cumparsita ha ottenuto anche il patrocinio morale dell'Ambasciata dell'Uruguay in Italia, in relazione alla diffusione della cultura rioplatense che il tango e in particolare Cumparsita rappresenta per il paese. Il libro inoltre gode del patrocinio dei comuni di Viggiano e Acerenza, in Lucania, nonché del patrocinio dei comuni di Marino e Ciampino.
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| Giovedì 28 ottobre 2010, alle ore 18.30, presso la Casa della Cultura dell’Ambasciata Argentina di Roma, Via Veneto, 7, Cumparsita sarà presentato dall'autore in un suggestivo percorso narrativo-musicale. Il 14 novembre 2010, alle 18.30, presso l'Antu' di Roma, Nicola Viceconti ripeterà una serata di promozione del suo libro. Venerdì 10 dicembre 2010, alle ore 18.00, Roberta Calce (speaker radiofonica di Radio SUBASIO) presenterà insieme all'autore il libro nella Sala Convegni del Comune di Ciampino. | ||
Nicola Viceconti con il suo Cumparsita si è classificato primo nella Sezione Narrativa Edita 2010 del Premio Nazionale di Poesia città di S.Giorgio a Cremano. (Guarda alcune foto della cerimonia).
















