copertina L'ombra del Duomo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché così pochi video e fotografie in circolazione, sebbene decine di telefonini, macchine fotografiche e telecamere testimoni dell’episodio? Come mai l’unica telecamera che segue da vicino il premier gira sulla folla proprio nel momento del lancio? Perché l’unico filmato diffuso in tv accelera la sequenza dell’urto, e adopera un effetto pixel per oscurare il volto del premier dentro l’auto blu? Perché l’auto con Berlusconi ferito non corre subito via? Perché la statuina non è stata ritrovata? Perché il fazzoletto, il colletto e i polsini della camicia del Presidente sono immacolati, senza traccia di sangue, a fronte di una frattura del setto nasale, due denti rotti e un’incisione profonda sotto l’orbita sinistra? Come mai ferite così gravi si coagulano in poco più di un minuto? Perché il palco è stato allestito nello spazio angusto sul retro del Duomo? Perché la testa del premier, nonostante l’impatto con un oggetto dal peso di mezzo chilo, resta immobile? Cos’è il misterioso oggetto in mano alla persona che in macchina si piega su Berlusconi? Perché l’autista scherma il fanalino interno dell’abitacolo e il passeggero accanto a lui lo oscura del tutto, quando servirebbe più luce possibile se si è fatta la scelta di prestare le prime cure in auto, anziché in ospedale? Perché il medico di Berlusconi non gli slaccia la cravatta? Perché ci si reca all’ospedale San Raffaele, situato a 10 chilometri, anziché a quello più vicino a soli 3 chilometri? Perché la scorta consente al Presidente di ricevere da uno sconosciuto tra la folla un sacchetto nero? Perché, nonostante il forte dolore che procurano fratture di naso e rotture di denti, non sentiamo il Presidente minimamente lamentarsi?