Fu Nerone a uccidere Britannico?

Pubblicato sul Blog di Dino Messina, Corriere della Sera il 21 giugno 2016

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A Nerone (37-68) vengono attribuiti crimini orrendi, la gran parte dei quali sono il frutto dell’opera di demolizione politica attuata dalla dinastia Flavia, che rimpiazzò quella Giulio-Claudia. Nerone fu l’ultimo dei Giulio-Claudi e, pertanto, fu da un punto di vista dinastico un ‘tesoro vivente’ possedendo come antenati il gotha di Roma: Cesare, Augusto, Druso, Marcantonio, Germanico, Agrippa e via dicendo.
L’opera di diffamazione storica dura sino ai giorni nostri. Infatti, il suo nome figura costantemente nella lista dei peggiori mostri appartenenti al genere umano.
Il primo a squarciare il velo sulle menzogne che hanno distrutto la sua reputazione fu il milanese Gerolamo Cardano (1501-1577?) che nel 1562 lo riabilitò pubblicando a Basilea il suo ‘Neronis Encomium’ un’opera che viene letta come puro paradosso o esercitazione retorica, quando invece si tratta di una nuova interpretazione storica rivoluzionaria.
Ciascuno di noi conosce la lista dei crimini attribuiti a Nerone. L’aver bruciato Roma, mentre suonava la lira, ma in realtà non si trovava a Roma quando scoppiò l’incendio e si diede da fare per alleviare le sofferenze del popolo. Sterminò migliaia di cristiani, ma in realtà i cristiani erano pochissimi a Roma e a Nerone stavano simpatici, grazie alla moglie, Poppea Sabina, stranamente filoebraica. Uccise la madre, questo è vero, ma sua madre, Agrippina minore, era una ‘killer seriale’ che stava per ucciderlo. Uccise la sua amata moglie Poppea Sabina con un calcio, incinta, perché l’aveva rimproverato per essere rincasato tardi, ma si trattò, verosimilmente, d’una semplice emorragia pre-parto. Fu un artista da strapazzo, che tolse dignità all’impero con le sue volgari esibizioni, ma pare che avesse molto talento e questo lo ammette anche un suo detrattore, Svetonio, a denti stretti.

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Fu davvero Nerone a uccidere il fratellastro Britannico?

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