Hong Kong non è tutto ciò che vedi. C’è altro. E’ una sorta di punto di scontro fra placche continentali.

La Settima Fata, pur essendo un romanzo basato su una vicenda che accadrà nel gennaio 2020, mostra come Hong Kong non sia tutto ciò che i visitatori scorgono sulla sua superfice, un mondo logico, reale, spiegabile.

Qui sotto riporto una spiegazione, una analisi, di un acuto conoscente, circa quanto starebbe accadendo a Hong Kong in questi giorni tumultuosi. Dove esistano forze ostili e segrete all’opera (più d’una) non credo esistano ormai dubbi. CIA, Tykoons vari, Taiwan ecc.

 

 

 

Ci sono tre tipi di manifestanti di Hong Kong, dice il mio amico:

I. Quelli che credono veramente che il governo della RAS di Hong Kong e quello di Pechino siano malvagi e che stiano veramente combattendo per una giusta causa. Questo gruppo di persone è sincero ma non è intellettualmente onesto. Hanno subito il lavaggio del cervello, grazie al liberalismo occidentale. Pensano di essere intelligenti e progressisti, ma non sono così intelligenti come pensano e hanno un concetto contorto del progresso. Sono i vostri insegnanti, avvocati, medici, infermieri, funzionari pubblici, giornalisti, capi ufficio e così via.

II. Poi ci sono gli istigatori. Sono astuti, manipolatori e complottisti. Sono quelli che diffondono notizie false e cercano di aggiungere carburante al fuoco della protesta, diffondendo menzogne. Usano il loro cervello e restano per lo più dietro alle quinte. Usano persone stupide per fare il lavoro sporco al posto loro. Non permetterebbero mai ai propri figli di avvicinarsi alla linea del fronte. Questo gruppo è composto da gays, spie, magnati del business scontenti vari, proprietari di mezzi di comunicazione, politici e chiunque tragga beneficio dai disordini sociali o serbi del rancore nei confronti della Cina e del governo di Hong Kong, che vedono come la stessa cosa.

III. Gli idioti, i perdenti e gli infelici della società, che sono arrabbiati, perché non possono farcela nel mondo reale, ma incolpano chi ce la fa, invece di sé stessi, per il proprio fallimento. Non rispettano l’autorità (in particolare il governo e la polizia), ignorano volontariamente le leggi e l’ordine e vandalizzano i simboli del successo. Le donne possono imprecare in modo tale da far arrossire i marinai! Gli uomini sono vili e stupidi. Sia i loro uomini che le loro donne sono solo dei cretini. Ci sono anche un sacco di svitati in questo gruppo. I loro cervelli sono fritti e non si può cavarci nulla ragionando. Al gruppo II piace usare il gruppo III. Come ho detto prima, al gruppo II piace usare le persone stupide. Per un po’ sono stati finanziati da alcune fronti anti-Cina. Quando i loro soldi si prosciugheranno, inizieranno a raccogliere fondi attraverso il crimine. Al Qaeda vendeva droga negli Stati Uniti. L’ISIS ha rapito e ricattato. Il movimento filodemocratico può trasformarsi molto presto in crimine organizzato. Saranno molto peggio delle triadi, perché ce ne sono molti di più, e le triadi, in fondo, vogliono ordine, un proprio ordine di facciata, ma questi no. I crimini stanno già cominciando ad accadere. Vediamo più pistole e più rapine. È solo questione di tempo prima che  i manifestanti “filodemocratici” comincino ad estorcere denaro alle imprese, chiedendo “tasse di protezione” per risparmiarle dal vandalismo.

Urgono strategie diverse per combattere i gruppi diversi. Per il gruppo I, bisogna conquistare le loro menti. Sono socialmente liberi.  Ma come tutti gli altri social-liberali, sono pieni di idee fasulle, slegate dalla realtà. Ma almeno, le loro menti funzionano ancora, in una certa misura. Abbiamo bisogno di qualcuno più intelligente di loro per discuterci e conquistarli con la ragione. Per il gruppo II, questi sono i diavoli usciti dall’inferno. Dobbiamo batterli nel loro gioco ed essere più diavoli di loro. NON dobbiamo dare loro quello che vogliono. Prendiamo invece ciò che vogliono da loro. Il gruppo III ama le tenebre e odia gli angoli dove risplende la luce. Ci odiano quando si cerca di spiegare loro la moralità, in modo gentile, perché li si fa sentire stupidi e fuori posto. Sono cattivi e sanno solo trattare con i cattivi. L’unico posto per loro è la prigione, o la paura dell’arresto, dove possono avere la possibilità di istruirsi e riabilitarsi!

 

Condivido l’analisi di questo amico cinese di Hong Kong.

2 commenti su “Hong Kong non è tutto ciò che vedi. C’è altro. E’ una sorta di punto di scontro fra placche continentali.”

  1. Mutatis mutandis vale anche in Occidente. I primi sono economicamente al sicuro e fingono un progressismo di maniera solo per consolidare i propri privilegi. I secondi lavorano per conservare lo statu quo dei primi attraverso una finta azione di contrasto al sistema – di cui fanno parte. I terzi sono le sardine, i pentascemi; idioti utili a tutti, a tutte le latitudini per tutte le finte battaglie, dalle piogge acide all’allineamento dei pianeti.

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  2. Forgive my lack of Italian, but I read the comments, and will reply from the perspective of a long-term expatriate living in Hong Kong.
    The starting point was, if I understood correctly La Settima Fata which roundly set, in the local context, a plot involving the premier, PRC, and offered insights into local life.
    The perpetrator was in most senses a hired hand, with limited reasons for ending the presidency apart, of course, from finance and the repayment of a loyalty ‘debt’. He happened to fall for his victim’s daughter, and fell to his death in defense of both. How ironic.
    The interplay between foreign and local/PRC forces is fascinating, Angelo Paratico was clearly well informed and maintained the intensity of clashing forces from start to finish.
    Your points about the current situation, vis a vis tensions in the city and the prevailing mood, were well taken. These are difficult times, and many have rallied to the cause of democracy in an effort to ensure the prevailing terms of the agreement reached prior to the handover will be honored.
    We are – here in Hong Kong – conscious of both ‘real’ and ‘false’ news which may influence our future. Some might wish for greater freedoms, others for a stronger right wing presence to ensure the continuing prosperity of the community.
    Neither protestors nor the establishment are stupid, both confront a difficult situation which belies belief, given the history of the city in the last fifty years.
    From a personal perspective, the circumstances are unique, and no comparison with other territories is helpful, yet examples are readily available. Angelo recently published The Only Man Dressing For Dinner, Beijing 1900, which reminded all of the tragic events at the siege of the legations. Once a frenzy begins, it is difficult to contain the forces which led to the onset of the troubles.
    Hopefully, one or another author can envisage a happy ever after scenario for the population of Hong Kong.

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