Il Celebre Paesaggio di Leonardo Da Vinci del 5 Agosto 1473 rappresenta la Valdinievole

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Abstract

The View of the Valdarno sketched by Leonardo Da Vinci in 1473, the first work dated and taken by some art critics as the first example of pure landscape in European history, actually represent the Valdinievole not the Valdarno. The reason of this lays in the fact that Leonardo wrote that the 5th of August was the day of the Saint Mary of the Snow. But there is only one village in Tuscany dedicated to such festivity and that is Chiesina Uzzanese, in Valdinievole.

Al Museo degli Uffizi di Firenze si conserva un celebre schizzo eseguito da Leonardo Da Vinci. Questo viene considerato importantissimo per vari motivi, che andremo qui di seguito ad analizzare. Si tratta d’un foglio di carta di 19.6 x 28.7 cm. che Leonardo utilizzò su entrambi i lati. I disegni sul rovescio sono soltanto abbozzati e vi troviamo una frase difficilmente interpretabile, scritta da sinistra verso destra, che Zollner dice essere:

io morando danto sono chontento

Sul diritto troviamo invece una magnifica veduta della Valdarno, secondo alcuni, mentre secondo altri si tratterebbe della Valdinievole. Dimostreremo qui che la Valdinievole è l’interpretazione più corretta.
La notevole importanza di questo disegno – pur essendo solo uno schizzo preparatorio – consiste nel fatto che è la prima opera datata di Leonardo sulla quale egli vi pone la data, infatti vi leggiamo in maniera speculare, da destra a sinistra:

dì di santa Maria della neve addi 5 dagghossto 1473

Leonardo aveva 21 anni e questo, secondo alcuni critici d’arte, è il primo paesaggio europeo dove non compaiono figure umane, un fatto comune in Cina, ma che in Europa non s’era mai visto prima.

Come possiamo dunque dire che questo schizzo fu ispirato a Leonardo dalla Valdinievole? Secondo la nostra ipotesi ciò è dovuto all’accenno da lui fatto alla Madonna della Neve, che in effetti veniva festeggiata il 5 agosto dalla Chiesa Cattolica, mentre per la Chiesa Greco Ortodossa quel giorno è la festa della vigilia della trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor.

L’accenno da parte di Leonardo a una festa religiosa è strano, perché sappiamo da Giorgio Vasari che in gioventù egli fu animato da un forte spirito anti-Cristiano. Ma fu forse motivato da un fatto straordinario che l’indusse ad aggiungere alla data anche l’anniversario liturgico?

La festa della Madonna della Neve ebbe inizio nel IV secolo, con papa Liberio, allorché un nobile romano di nome Giovanni e sua moglie, non avendo figli, decisero di offrire i propri beni alla Santa Vergine per la costruzione d’una chiesa. La Madonna approvò il loro disegno e gli apparve in sogno fra il 4 e il 5 agosto, dicendo che avrebbe compiuto un miracolo nel luogo dove voleva veder sorgere la Chiesa: vi avrebbe fatto cadere la neve.
La mattina seguente i due coniugi parlarono al papa e scoprirono che anche lui aveva fatto lo stesso sogno e insieme si recarono sul luogo indicato: l’Esquilino. Lo trovarono coperto di neve! E il papa vi tracciò il perimetro della erigenda chiesa seguendo la superficie del terreno innevato. Quella chiesa fu detta Liberiana, mentre il popolo la chiamava ad nives (della neve). Fu poi demolita e ingrandita da Sisto III (fu papa dal 432 al 440) e, in ricordo del Concilio di Efeso, la chiamò Basilica di S. Maria Maggiore. In seguito, a partire dal 1568, la denominazione ufficiale della festa liturgica della Madonna della Neve fu cambiata e dedicata alla Basilica di Santa Maria Maggiore, con la celebrazione ferma al 5 agosto.

Il miracolo della neve caduta ad agosto non fu più citato negli annali ecclesiastici, perché considerato leggendario e non documentato. Ma il culto sulla Madonna della Neve restò sempre forte e fra il XV e il XVIII secolo si ebbe la sua massima diffusione, con molte chiese a lei dedicate e con grandi celebrazioni agostane che coinvolgevano intere città e borghi, dove il miracolo veniva ripetuto con una pioggia di petali di rosa bianca che cadevano dall’interno della cupola, durante la Santa Messa.
In Italia si contano oggi 152 edifici sacri fra chiese, santuari, basiliche minori ecc. intitolate alla Madonna della Neve e ogni regione ne possiede una notevole quantità, per esempio: Piemonte 31, Lombardia 19, Campania con 17.

In Toscana questo culto non fu molto praticato e ci risulta che vi esista, ed esisteva, una sola chiesa dedicata alla Madonna della Neve: questa si trova a Chiesina Uzzanese, che oggi conta poco meno di 5.000 abitanti, in provincia di Pistoia. La chiesa della Madonna della Neve che vi sorge fu realizzata intorno alla metà dell’Ottocento sulla base di un edificio più antico, anch’esso avente la stessa Patrona. Sulla sua facciata in pietra con timpano triangolare vi troviamo un portale d’ingresso seicentesco ed e’ affiancata da un campanile di recente costruzione a struttura aperta.

Chiesina Uzzanese si trova sul limite occidentale della Valdinievole, di cui è il comune più piccolo, a nord-ovest del Padule di Fucecchio e a nord delle colline delle Cerbaie. Dunque per via di tale accenno da parte di Leonardo Da Vinci ci par lecito pensare ipotizzare che egli passò per Chiesina Uzzanese quel giorno, prima o dopo la sua escursione estiva, durante la quale non trascurò di disegnare su di un foglio, anche se non è possibile pensare che Leonardo lo abbia completato di getto, essendo molto preciso e dettagliato, e ci ritornò sopra nei giorni successivi. Dunque l’accenno alla Madonna della Neve gli può essere stato suggerito dalle celebrazioni festive alle quali aveva assistito quel giorno, e che gli erano rimaste impresse nella memoria.

 

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