L’uomo che tradusse in cinese Dante e Beccaria

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Eugenio Zanoni Volpicelli

di ANGELO PARATICO

Il 14 aprile scorso è stato presentato a Hong Kong il libro “Cinque Secoli di Italiani a Hong Kong e Macao” stampato a Milano dall’editore Brioschi. Questo è il frutto di una lodevole iniziativa presa dal Consolato d’Italia a Hong Kong e Macao, nella persona del Console generale, Alessandra Schiavo.
Si tratta di un’opera di 580 pagine, ricca di foto, suddivisa in tre distinte sezioni: una storica riservata ai laici e ai diplomatici, scritta dal sottoscritto e una dedicata ai religiosi, opera del padre Gianni Criveller, uno storico espulso dalla Cina popolare qualche anno fa e specializzato sull’intricata ‘Controversia sui Riti Cinesi’. Seguono le testimonianze di numerosi residenti, partendo dalla figura del missionario salesiano Gaetano Nicosia, ‘l’angelo dei lebbrosi cinesi’ – nato in provincia di Catania nel 1915 e ancora in grado di impressionare gli ascoltatori ogni volta che prende la parola – per poi giungere ai più giovani connazionali approdati qui da pochi anni. Le immagini fotografiche sono state scattate da Margot Errante. Si tratta delle vive testimonianze d’uomini, donne, suore, missionari e dei bambini della scuola Manzoni, che offrono al lettore le loro ingenue impressioni. In apertura troviamo l’introduzione del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, che ricorda il ‘metodo dell’amicizia’ nell’apprendimento della cultura cinese, un metodo inaugurato da grandi gesuiti come Matteo Ricci, Valignano, Intorcetta, Castiglione e poi, portando i suoi saluti alla comunità italiana che ha arricchito e arricchisce Hong Kong e Macao, ricorda la sua visita dell’ottobre 2010. Per quanto riguarda la parte storica è difficile scegliere un singolo personaggio italiano da approfondire, dato che sono molti. Mi sforzo di trovarne uno soltanto. Eugenio Zanoni Volpicelli, che fu Console d’Italia a Hong Kong e Macao dal 1899 al 1919 e che è pressoché sconosciuto in Italia, forse perché come scrittore pubblicò pochissimo nella nostra lingua.
Eugenio Zanoni Volpicelli nasce a Napoli nel 1856, vi studia fisica e matematica, dopodiché, sfruttando una borsa di studio, studia arabo e cinese presso la celebre università Orientale della città partenopea. Nel 1881 lo troviamo in Cina dove lavora come contabile, ma già dal 1884 le sue abilità linguistiche lo portano ad essere impiegato prima dall’Italia, durante la firma di un trattato commerciale con la Corea e, in seguito, non essendo sfuggito ai cinesi il suo talento diplomatico e linguistico, dal governo imperiale cinese come assistente del viceré Li Hunchang, che il Nostro affiancherà durante le trattative fra la Cina e il Vietnam.

Volpicelli con il cappello e mandarini cinesi
Volpicelli a Canton seduto con il cappello in mano incontra dei mandarini cinesi.

Nel 1886 viaggia in Russia, apprendendovi la lingua. Frutto di quel viaggio è un libro in inglese, uscito a Londra, sulla guerra fra la Russia e la Cina, dove usa lo pseudonimo di ‘Vladimir.’ Lo troviamo negli anni successivi a Shanghai e vi pubblica nuovi testi, sia in lingua francese che in inglese. Nel 1897 torna nuovamente in Russia e pubblica un nuovo libro, sempre a Londra, intitolato “Russia on the Pacific and the Siberian Railway” con mappe e  foto, un testo ancora oggi utilizzabile a livello storico.
La sua sagacia non sfugge ai nostri rappresentanti consolari di Pechino, primo fra tutti il Marchese Salvago Raggi, che lo fa nominare nel 1899 console d’Italia a Hong e Macao. Nel 1900, durante la rivolta dei Boxer, sfruttando la sua amicizia con Li Hungchang, si prodiga per il mantenimento della pace nella Cina meridionale. Nel 1904, durante la guerra russo-nipponica, lo troviamo con la nostra nave Elba, fra i soccorritori dei marinai russi dell’incrociatore Varyag, che s’auto-affonda ad Incheon, in Corea. Conosce Sun Yatsen e Chan Kaishek e, durante quegli anni tumultuosi, diventa un punto fermo per tutti gli italiani che visitano l’estremo Oriente. Viene spesso consultato dai nostri giornalisti e dagli uomini d’affari che vi si recano. Luigi Barzini senior lo cita spesso nei suoi reportage. Fra il 1915 e il 1919 studia all’università di Hong Kong, dove si laurea a pieni voti in…ginecologia, e Dio solo sa perché lo ha fatto. Nel frattempo non rallenta la propria attività di scrittore, pubblica un testo in inglese sulla storia della guerra russo-giapponese, attingendo da fonti originali cinesi e nipponiche: questo suo saggio appare spesso citato in opere moderne che trattano l’argomento. Vegetariano, salutista sempre in marcia, traduce la “Divina Commedia” di Dante Alighieri in cinese e, fatto notevole, traduce in cinese il libro di Cesare Beccarla, “Dei delitti e delle pene”. Purtroppo non siamo ancora riusciti a rintracciarne una copia, anche se il nostro Ambasciatore a Pechino, Alberto Bradanini, la sta attivamente ricercando. Proprio quest’anno, infatti, cade il 250 anniversario della prima edizione dell’opera del Beccaria. Dopo aver lasciato la carica di Console a Hong Kong ed essere stato nominato Commendatore dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Eugenio Zanoni Volpicelli parte per una ricerca mistica dell’aldilà. Visita vari templi buddisti che sorgono sui fiumi cinesi usando una sua piccola imbarcazione, che battezza ‘Procida’ e che, mancando acqua, carica in treno. Si accompagna, quando può, ai nostri missionari cattolici che incontra in Cina.
Ormai anziano abbandona Shanghai e si trasferisce in Giappone, a Nagasaki, dove muore nel 1936.

Volpicelli, a pochi mesi dalla morte.
Volpicelli, a pochi mesi dalla morte.
 La sua tomba viene frantumata dall’esplosione atomica del 9 agosto 1945, ma un suo vecchio amico cinese – non conosciamo il suo nome – che la trova a pezzi negli anni cinquanta, paga di tasca propria per restaurarla. Questa è ancora visibile in un angolo verde del cimitero per gli stranieri di Nagasaki.
Tomba a Nagasaki
Tomba di Volpicelli a Nagasaki

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