Paolo Mieli a Passato e Presente massacra Confucio

Il pur bravo Paolo Mieli non conosce bene l’Oriente. Questo lo abbiamo capito guardando la sua ultima trasmissione dedicata al “Saggio delle Diecimila Generazioni”, Confucio.

Eccola:

Pur avendo in sala l’ottimo Giovanni Andornino, storico torinese, il livello della trasmissione è rimasto basso, anche perché il professore non ha saputo contrastare certe affermazioni del Mieli, che ha attinto a piene mani da fake news riportate in internet.  Ha paragonato Mao a Confucio, nel suo voler fare tabula rasa della Cina e poi tratto di tasca un libretto rosso, dicendo che veniva regalato ai cinesi. In realtà Mao era ricco grazie ai proventi derivanti dalla vendita di quella incomprensibile polpetta rossa, che, come gli ha ricordato Andornino, fu opera di Lin Biao e non di Mao.

Eppure Andornino si è dimostrato molto preparato sull’argomento, anche se, un po’ pavidamente, non ha voluto spiegare al Mieli che i vecchi (e meno vecchi) proverbi che citava erano solo vaghe attribuzioni a Confucio, non erano di Confucio. I contadini cinesi, da tempo immemorabile, quando ripetono una delle loro massime tendono a puntellarla aggiungendo che lo ha detto Confucio. Abbiamo colto lo sguardo scettico di Andornino, mentre Mieli snocciolava parole leggendole da un foglio, eppure se ne è stato zitto. Inoltre, ha avuto una caduta di stile, rispondendo alla solita richiesta di Mieli di suggerire un testo, non facendo nulla di meglio che promuovere un libro scritto da un suo collega di Venezia, commentato da un’altra sua collega di Bologna. Tralasciando così tutti i testi seri e importanti disponibili sull’argomento.  Anche i tre storici in erba presenti in studio. oggi, non hanno volato in alto, ma hanno ripetuto solo certi lisi e consumati luoghi comuni.

Una puntata da dimenticare.

 

 

 

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