Popillia o cimice giapponese, siamo invasi dagli alieni! Una possibile soluzione?

La Popillia, conosciuta come cimice giapponese, è un coleottero in grado di attaccare moltissime specie vegetali e frutti. Aveva prima invaso la Lombardia e poi si è diffusa a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale. Pare possedere la stessa velocità riproduttiva di certi scarafaggi orientali, per i quali, nel giro di pochi giorni, un padre e una madre, possono trovarsi al vertice di una piramide che porta alla base centinaia di migliaia di discendenti.
A Verona, il balcone di casa nostra è stato colonizzato e hanno la fastidiosa abitudine d’infilarsi fra i panni stesi ad asciugare.

La loro diffusione è stata favorita dalla mancanza di uccelli e insetti antagonisti, che la tengono normalmente sotto controllo nei paesi d’origine. Per esempio, la mosca samurai giapponese che depone le proprio uova entro alle uova della cimice, ma che regolamenti comunitari impediscono ai nostri allevatori d’importare e di diffondere.

Vorrei ora presentare una mia piccola idea ma, non essendo io un etologo, né un ornitologo, non so se abbia senso o se funzionerà. Si tratta di allevare dei tordi o altri uccelli comuni sul nostro territorio a cibarsi di queste cimici, che sono ricchissime di proteine, dei veri bocconcini delicati, dal punto di vista degli uccelli.

Si potrebbero far schiudere in grosse voliere delle uova di tordi e poi nutrirli con queste cimici, una volta liberati questi uccelli potrebbero passare per imprinting queste abitudini culinarie ai propri piccoli.

Funziona, è possibile? E’ stato tentato? Non lo so ma forse si potrebbe tentare un esperimento.

 

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