Scoperta una ciocca di capelli di Leonardo Da Vinci? Certamente no!

 

Non posso credere che studiosi seri come Sabato e Vezzosi approvino una tale bufala! La loro reputazione ne risentirà.

L’Houssaye fu un romantico buffone che condusse dei pasticciatissimi scavi (nel punto sbagliato) ad Amboise e alla fine, per giustificare l’investimento, quando trovò un teschio abbastanza grande e bello lo proclamò appartenente a Leonardo Da Vinci. Il grande studioso italiano Gustavo Uzielli non ci credette per un secondo, e noi oggi dovremmo credere a Houssaye il quale avrebbe, prelevato una ciocca di capelli biondi, vecchi di 350 anni, dal bel teschio che aveva disturbato?

 

Ecco quanto scrive oggi, 2 maggio 2019, il Corriere della Sera:

I documenti da oggi esposti a Vinci attestano che Houssaye trattenne per sé due reliquie. Infatti, nel 1925, Harold K. Shigley, colto e appassionato collezionista americano di cimeli, acquistò a Parigi dal pronipote di Houssaye, «una ciocca di capelli di Leonardo e un anello di bronzo trovato sul dito del Da Vinci». Nel 1985 questi due reperti sono passati nelle mani di un altro collezionista americano che, nel 2016, avendo saputo delle nostre ricerche sulla genealogia di Leonardo, ci ha contattati. Dopo tre anni di lavoro, siamo riusciti a riportare in Italia questi reperti, che oggi possiamo finalmente mostrare nel Museo Ideale di Vinci. La reliquia dei capelli non è solo un documento storico, né un semplice cimelio, bensì uno strumento straordinario di conoscenza». Poi la precisazione: «Non abbiamo la certezza assoluta della veridicità del documento di antica provenienza francese, tuttavia ci stimola a battere la strada per affrontare un tema affascinante», ha affermato Vezzosi.

Gustavo Uzielli

 

 

 

 

 

MIO ARTICOLO DEL 29 Aprile

Scoperta ciocca di capelli di Leonardo da Vinci: sarà esposta da giovedì in Italia

Lunedì 29 Aprile 2019 questa straordinaria notizia sta facendo il giro delle redazioni di tutti i giornali del mondo. Ecco la notizia riportata dal Messaggero di Roma:

Grande scoperta nel mondo dell’arte, e non soltanto. «Abbiamo recuperato oltreoceano una ciocca di capelli che è stata storicamente denominata ‘Les Cheveux de Leonardo da Vinci’, insieme a un altro cimelio; questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del suo Dna». È quanto annunciato da Alessandro Vezzosi, studio del Genio di Vinci e direttore del Museo ideale Leonardo da Vinci, e la storica Agnese Sabato, presidente della Leonardo da Vinci Heritage.

Tutto, insieme ad altre novità, verrà illustrato, si spiega, nel corso di una conferenza stampa in programma giovedì a Vinci (Firenze), che è anche il giorno del quinto centenario della morte di Leonardo. «Il reperto storico della ciocca di capelli – spiega Vezzosi -, che fino a questo momento era rimasto nel segreto di una collezione americana, verrà esposto in anteprima mondiale, insieme a documenti che ne dimostrano l’antica provenienza francese» alla mostra a Vinci ‘Leonardo vive’, al via sempre da giovedì 2 maggio.

Per Agnese Sabato «è l’elemento che mancava per dare ulteriore concretezza scientifica alle nostre ricerche storiche. Grazie alle analisi genetiche su questo reperto, che saranno incrociate con gli esami sul Dna dei discendenti viventi e delle sepolture che abbiamo individuato negli ultimi anni, è ora possibile fare verifiche per la ricerca del Dna del genio, anche in rapporto alla tomba di Leonardo ad Amboise». La stessa Sabato e Vezzosi, si ricorda, nel 2016 avevano tra l’altro resa nota l’esistenza di discendenti viventi di Leonardo, o meglio di suo padre ser Piero e del fratello Domenico.

Bellissima notizia questa, ma vediamo 2 grossi problemi. Anche se siamo certi che Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato, grandi e seri studiosi di Leonardo, avranno fatto un accurato controllo prima di rendere pubblica questa novità.

A. Bisogna essere sicuri che quei capelli siano davvero di Leonardo Da Vinci e questo sarà possibile solo se saranno accompagnati da una lettera autografa di un suo discepolo stretto, presente a Clos Lucé il 2 maggio 1519 o nei giorni successivi, prima del suo funerale, il Melzi o il De Villanis.

B. Non è possibile estrarre il DNA da capelli tagliati a una persona 500 anni fa e senza radici. Ai fini di un test del DNA è la radice, il bulbo, che conta e non la parte cornea. I possibili test, in presenza del follicolo potrebbero essere condotti sul Y-DNA, ossia il patrimonio paterno che pure ci è conosciuto, risalente a ser Piero Da Vinci e del quale lo stesso regista Zeffirelli è un discendente.

Il secondo è il DNA (atDNA), con il quale si controlla tutto ciò che non è relativo al patrimonio parenterale. Infine il terzo DNA è quello materno (mtDNA), con il quale si studia il patrimonio X. Per il YDNA e il XDNA serve del DNA mitocondriale proveniente dal nucleo di una cellula e, purtroppo, un capello secco non contiene questi nuclei.

Con un colpo di fortuna si potrebbero però trovar tracce del solo atDNA, ma in tal caso sarebbe difficile collegare la ciocca al padre di Leonardo Da Vinci, non esistendo un controllo incrociato.

 

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