Semplici disegni cinesi e l’arte di Leonardo


I disegni di Leonardo Da Vinci, sparsi nei suoi codici, hanno un qualche cosa di esotico e di magico. Il motivo di ciò sta forse nella precisione e nella fermezza del suo tratto, ma non solo – come spiego nel mio libro a lui dedicato – anche il fatto che vengono gettati sulla pagina bianca in maniera non casuale, spesso combinati a sue parole e descrizioni.
Questo è certamente un fatto atipico nell’arte europea del tempo, mentre era cosa comunissima nell’arte estremo-orientale, soprattutto i quella cinese.

L’uso sapiente degli spazi vuoti crea una impressione di leggerezza, di sospensione, di purezza.

Ecco la foto di un semplice oggetto cinese di epoca Ming (1368-1640) che acquistai nelle Filippine molti anni fa pagandolo forse un dollaro americano. Una scatola circolare di porcellana di 3 cm di diametro, prodotta in serie a Jingdezheng e poi esportata.


La barca sulla quale stava, assieme a centinaia d’altri pezzi, dev’essere affondata presso Puerto Galera nell’arcipelago filippino e poi riportata a galla da pescatori. Con pochi tratti di pennello l’anonimo artista cinese disegna i tre arbusti che segnano la vita d’un intellettuale confuciano: il pino, il pruno e il bambù, mentre a sinistra si scorge la semplice capanna dove meditare.

 

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