Siete un emigrante che lascia la vecchia casa per lavorare all’estero? Pagate IMU, Tari e Tasi!

IL GRANDE REGALO DI MATTEO RENZI AGLI ITALIANI ALL’ESTERO.

Non importa se siete un grande manager o un emigrante con la valigia di cartone, la casa nella quale abitate in Italia viene considerata seconda casa e ci pagate le tasse.
Questo regalo fatto dal Governo guidato da Matteo Renzi (eletto il 22 febbraio 2014) agli emigranti è passato sotto traccia, ma sta lì e chi non paga entro il 16 dicembre dovrà poi pagarci gli interessi sul debito con l’erario.

Questa è un’ulteriore dimostrazione del fatto che gli italiani all’estero sono cittadini di serie B, nonostante la Legge Tremaglia e nonostante i pochi rappresentanti eletti nelle circoscrizioni estero, che però essendo divise da affiliazione politiche, seguono le indicazioni di voto dei partiti ai quali appartengono.

L’Imu è stata abolita ma non per tutti: agli italiani residenti all’estero tocca pagare IMU e TASI.

Dal 2014 l’immobile posseduto in Italia da un italiano residente all’estero è considerato come seconda abitazione e per questo è necessario pagare IMU e TASI.
Fino al 2013, ogni comune “considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata”. Dal 2014, in Italia è entrata in vigore la Legge 23.05.2014 n° 80, G.U. 27.05.2014. E’ con questa normativa che è stata eliminata la possibilità di assimilare la casa di proprietà in Italia all’abitazione principale. Anche se all’estero il cittadino Italiano non detiene alcun immobile di proprietà, l’immobile presente su territorio italiano è considerato seconda casa perché non di residenza. E’ per questo principio che gli italiani residenti all’estero (anche se residenti in abitazioni con regolare contratto di locazione) sono tenuti a pagare TASI e IMU rispettando le classiche scadenze.

La scadenza per il pagamento dell’IMU e della TASI è fissata per il 16 giugno per l’acconto e il 16 dicembre per il saldo.

Nel 2015, con una modifica della legge n°80 del 23.05.2014, vi è una categoria di italiani residenti all’estero che possono accedere all’esenzione IMU e Tasi.

“A partire dall’anno 2015 vien considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.”
Sull’unità immobiliare di cui al comma 1, le imposte comunali TARI e TASI sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi.

Questo è quanto si legge nella Risoluzione n. 6/DF del Dipartimento elle Finanze del Ministero dell’Economia. La Risoluzione, datata 26 giugno 2015, ha come oggetto
“Art. 9-bis del D. L. 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni dalla legge 23 maggio 2014, n. 80. Immobili posseduti da cittadini italiani residenti all’estero. Imposta municipale propria (IMU), Tributo per i servizi indivisibili (TASI) e Tassa sui rifiuti (TARI).”

La risoluzione citata chiarisce che l’immobile in Italia posseduto da cittadini italiani residenti all’estero, si può considerare Abitazione principale (e quindi esente IMU) solo se il proprietario in questione è pensionati nello Stato estero di residenza e con pensione rilasciata dallo stesso Stato estero.

Se la pensione è rilasciato dallo Stato italiano e il pensionato risiede all’estero, non è possibile considerare l’immobile come abitazione principale.

In pratica gli unici italiani residenti all’estero esenti da IMU, TASI e TARI sono i pensionati che percepiscono sussidio dallo stato estero di residenza e non dalla madre patria.

 

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