L’Altalena di Apollinarija. Chi ha ucciso Dostoevskij? Ciriaco Offeddu tenta di rispondere.

 

L’Altalena di Apollinarija. Chi ha ucciso Dostoevskij? Erotismo, spionaggio, amore e letteratura nella Russia di fine Ottocento di Ciriaco Offeddu, Gingko Editore, Verona, 2018.

 

 

 

 

 

Ciriaco Offeddu è uno scrittore nuorese di grande sottigliezza e cultura, che ha vissuto a lungo a Singapore e Hong Kong, ampliando la propria sensibilità artistica. Con questo romanzo storico è riuscito a ricostruire l’atmosfera decadente di Mosca e di San Pietroburgo alla vigila della rovinosa rivoluzione russa, che distrusse una delle società più libere e raffinate del pianeta, contrariamente a quanto le menzogne bolsceviche hanno da sempre raccontato, sostituendola con un inferno di grigio squallore.

Nel suo libro si parla del grande scrittore russo Fyodor Dostoevskij e di Apollinaria Prokofyevna Suslova, comunemente conosciuta come Polina Suslova. Una donna raffinatissima, ambiziosa, capace di sfruttare a fondo la propria sensualità per raggiungere i propri obiettivi, eppure dotata di grande intelligenza e carattere. Dostoevskij ha definito Polina Suslova una delle donne più notevoli del suo tempo. La sorella di Polina, Nadezhda Suslova, fu il primo medico donna russo.

Polina, secondo alcuni critici letterari viene considerata il prototipo di diversi personaggi femminili che appaiono nei romanzi di Dostoevskij, come Polina in “Il Giocatore”, Nastasya Filipovna nel “Idiota”, Katerina Ivanovna Marmeladova in “Delitto e Castigo” e sia Katerina che Grushenka nei “Fratelli Karamazov”.

Dostoevskij, la descrive come “imperiosa, manipolatrice, gelosa, e chiedeva costantemente che egli divorziasse da sua moglie, Maria Isayeva, una donna malata ed egoista”, il cui “egoismo e autostima erano colossali” e che non tollerava alcuna imperfezione negli altri. Dopo la morte di Maria nel 1865, egli propose a Polina Suslova, ma lei lo rifiutò.

Polina scrisse vari racconti, come Pokuda, pubblicato sulla rivista Vremya di Mikhail Dostoevskij nel 1861, Do svadby, e l’autobiografico Chuzhaya i svoy, pubblicato solo nel 1928.

Il padre di Polina, Prokofiy Suslov, fu un servo degli Sheremetevs, ma riuscì ad avere successo come commerciante e produttore. Decise di dare un’educazione adeguata alle sue due figlie, Polina (forma diminutiva del nome Apollinaria) e Nadezhda. La loro agiatezza vien dimostrata dal fatto che avevano in casa una governante e un insegnante di danza.

Nel 1861, Polina attese a delle lezioni tenute da Fyodor Dostoevskij, già scrittore famoso, e molto popolare tra i giovani. All’epoca, Dostoevskij, aveva 40 anni, e lei 21 anni. Lyubov Dostoevskaya (la figlia) ha ricordato che Polina “girava intorno a mio padre, cercando in ogni modo di compiacerlo.” Dostoevskij non la notò subito. Ma poi gli scrisse una lettera d’amore. Un’altra versione dice che portò un suo racconto a Dostoevskij e gli chiese consiglio. La sua storia era brutta, così Dostoevskij, attratto da una bella ragazza, promise di insegnarle a scrivere. Un’altra versione è che Dostoevskij aveva letto la storia scritta dalla Suslova, le era piaciuta e voleva incontrare l’autrice. Varie versioni di un’unica verità e questo può  essere detto il vero leitmotiv del bel libro di Ciriaco Offeddu. Nel 1867, Fyodor Dostoevskij sposò Anna Snitkina, che dopo la morte del marito bruciò tutte la corrispondenza con Polina.

Vasily Rozanov incontra Polina da studente, lei aveva già più di trent’anni e s’innamorò a prima vista di lei. Rozanov la conosceva come un’ex amante di Fyodor Dostoevskij, il che fu sufficiente a suscitare il suo interesse per lei, perché Dostoevskij era lo scrittore che Rozanov ammirava di più.  Rozanov fece solo una breve annotazione nel suo diario: “Incontro con Apollinaria Prokofyevna Suslova. Il mio amore per lei. Suslova mi ama, e io amo molto lei. “E’ la donna più bella che abbia mai conosciuto.” Ebbero una relazione per tre anni, e si sposarono nel novembre 1880. Lei aveva 40 anni e lui 24 anni.

La loro vita insieme fu una tortura per Rozanov, secondo la sua corrispondenza personale. Polina gli fece delle scenate pubbliche di gelosia e allo stesso tempo flirtava con i suoi amici. La figlia di Rozanov, Tatyana, scrisse nelle sue memorie: “La Suslova lo derideva, dicendo che quello che stava scrivendo erano solo libri stupidi, lo insultava e infine lo scaricava”. Polina ruppe due volte con Rozanov, ma lui l’ha sempre perdonata e l’ha implorata di tornare a casa. Dopo la loro separazione, Rozanov ammise: “C’era qualcosa di brillante (nel suo temperamento) che mi ha costretto, nonostante tutte le sofferenze, ad amarla ciecamente e quietamente”. Dopo che Rozanov incontrò la sua futura moglie, Varvara, Polina rifiutò per vent’anni di concedergli il divorzio.

Sin dai primi anni del 1900 Polina Suslova visse sola, a Sebastopoli, carezzando i suoi ricordi.  Morì nel 1918 all’età di 78 anni.