Dante e le scale dei Della Scala

Palazzo della Ragione, la scalinata è del XV secolo

 

Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.

 

Questi sono fra i più celebri versi della Divina Commedia di Dante Alighieri e si trovano nel XVII canto del Paradiso, dove il Poeta incontra il proprio antenato, Cacciaguida, il quale gli predice l’accoglienza di Bartolomeo della Scala, il Gran Lombardo, signore di Verona e fratello maggiore di Cangrande. Ma, a dispetto della grande considerazione che nei suoi confronti nutriranno, in Dante, uomo fiero e orgoglioso, resterà sempre un fondo d’umiliazione.

Il libro di Maurizio Brunelli “Cangrande, Dante e il ruolo delle Stelle” edito dalla Gingko nel 2019 mostra le affinità elettive che unirono questi uomini e il loro piano per una riunificazione di un’Italia lacerata dalle lotte intestine, sotto alle armi scaligere e l’egida dell’Impero, ponendo la capitale a Verona. Lo stato Scaligero, a quel tempo, era ricchissimo e s’estendeva oltre il territorio compreso dalla Marca Trevigiana, arrivando fino al Mar Tirreno, con Massa, Lucca e Parma.Cangrande, Dante e il ruolo delle stelle

Tornando alla celeberrima terzina dantesca, a parte l’accenno geniale al pane sciapo fiorentino, scambiato con quello salato di Verona, agli esegeti danteschi è sfuggita un’altra possibile analogia: i ripidi scalini della Verona di quel tempo, un po’ come quelli che bisognava salire e scendere a Palazzo della Ragione.

Il Palazzo della Ragione è un edificio a pianta quadrangolare con un cortile interno, fra piazza delle Erbe e piazza dei Signori. Fu una domus communis edificata nel XII secolo per accogliere le nuove magistrature del Comune, incorporando vari edifici preesistenti, e dotata di quattro possenti torri angolari difensive.

Il Cortile del Mercato Vecchio è la zona più affascinante e meglio conservata del complesso, in cui si respira un’aria genuinamente medievale. È cinta da un porticato con arcate a tutto sesto sostenuto da pilastri a bugne rustiche e sormontato da un ordine di finestre trifore. In un angolo si nota la stupenda scalinata della Ragione, un gioiello tardo gotico in marmo rosso veronese che fu costruita nel XV secolo, ma che ancora ci mostra quanto si doveva salire per giungere al piano nobile. Quel piano nobile ospitava una grande sala, ampia e solenne, sede delle assemblee cittadine. Nel 1218, il Palazzo fu colpito in alcune sue parti da un incendio che provocò danni notevoli. Poiché già a quel tempo l’edificio non bastava più all’espletamento di tutte le funzioni legislative, amministrative e giudiziarie della città, venne costruita in adiacenza verso nord-ovest la Domus Nova Communis.

Dunque gli Scaligeri vivevano in alte torri, fortificate come quella, ancora esistente, dei Lamberti e per questo motivo Dante lamentava il fatto che per visitarli doveva superare un “duro calle” con il “scendere e ‘l salir per l’altrui scale.”