I TIRANNI CI VOGLIONO TOGLIERE I CONTANTI. Il libro di Víctor Gómez-Enríquez

Il Governo italiano pare intenzionato a continuare la propria guerra contro al CONTANTE. Inoltre, tutta la stampa nazionale li asseconda in questa follia.

La scorsa settimana avevo assistito a un dibattito fra Vittorio Sgarbi e Jacopo Fo, il primo contrario e il secondo favorevole a questa proposta. Mi pareva incredibile constatare che un “libertario” come Jacopo Fo non si renda conto che quello che gli vengono sottratte, con il contante, sono due cose molto importanti: la Libertà e la Dignità.

Avrei voluto chiedergli: “Se un giorno il Grande Fratello ti cercherà per assassinarti, tu, in fuga in una metropoli, che cosa vorresti avere in tasca, una carta di credito o delle sterline d’oro? Senza contante uno potrebbe essere condannato a morire per fame e sete, basta che qualcuno proibisca ogni suo acquisto”.

Questo libro di Víctor Gómez-Enríquez, intitolato LA TIRANNIA NASCOSTA NEI NOSTRI SOLDI. Ciò che la maggior parte degli economisti non sanno e pochi desiderano rivelare edito da Gingko segue questa linea di pensiero. Sarà in libreria fra un paio di settimane.

So quel che tutti dicono, si tratta della lotta all’evasione e alla criminalità. Ma in realtà la lotta all’evasione e alla criminalità paiono essere problemi marginali per i politici che propugnano la scomparsa del contante, altrimenti stanzierebbero più soldi per la Guardia di Finanza, per la Polizia e i Carabinieri, cosa che si guardano dal fare. In realtà la spinta a eliminare il contante è frutto della retrospinta sui loro deretani esercitata da  lobby finanziarie e bancarie.
Ecco ciò che scrive Víctor Gómez-Enríquez nel suo libro:

Poiché le banche centrali non hanno altra scelta se non quella di continuare a imporre tassi di interesse negativi, l’unica opzione logica è quella di vietare il contante e costringere i consumatori a tenere i propri soldi all’interno del sistema bancario. Questa è la vera ragione per vietare denaro contante. Nell’articolo di Thorstein Polleit intitolato Cash Banned, Freedom Gone vengono discusse alcune delle conseguenze negative del divieto del contante. Per esempio: “Se lo stato vieta il denaro contante, tutte le transazioni devono essere eseguite elettronicamente. Affinché lo Stato possa vedere chi compra e che cosa, dove e quando viaggia ecc. e poi lo controlla come uno zombie, questo è lo stato servile che ci sta venendo incontro. Il cittadino diventa così completamente trasparente e la sua privacy finanziaria viene persa. Ma anche la prospettiva che un cittadino possa essere spiato in qualsiasi momento è una violazione del suo diritto alla libertà”.

Vediamo di mettere in chiaro alcuni punti, che mi sembrano assai importanti.

1. In una società senza contante l’evasione continuerà a fiorire, truccando bilanci, con società fittizie, corrompendo funzionari e uomini politici, con fatture false che finiranno all’incasso, con clonazioni di bancomat e carte di credito. Le cose peggioreranno solo per le persone oneste, noi, la stragrande maggioranza.

2. Le lobby finanziarie mirano, eliminando il contante, a incrementare i propri profitti, amministrando tutta la burocrazia elettronica che girerebbe intorno al denaro elettronico e potrebbero essere agevolati nel mantenere tassi d’interesse negativi. In pratica chi presta soldi alla banca dovrà pagargli degli interessi, non viceversa. In tali situazioni ognuno di noi si difenderà tenendo i soldi sotto al materasso, ecco dunque il loro obiettivo svelato: eliminare il contante ex lege. L’ammontare di contante detenuto dagli italiani (sui conti correnti e nelle cassette di sicurezza) è enorme e dunque la tentazione da parte del potere politico di appropriarsene (basterebbe il 10%) è fortissima.

3. La disciplina del Bail-In, che è legge in Italia dal 2016, grazie a Renzi e Padoan, prevede che le banche debbano essere salvate dagli azionisti, obbligazionisti e correntisti. Il caso della Banca Etruria ha mostrato a tutti che ci può succedere. Senza contante non appena i correntisti sentiranno puzza di marcio non potranno più correre a ritirare i propri risparmi, potranno solo pregare che vada tutto bene. Se tutti i soldi sui conti correnti potranno essere congelati, i soldi potranno essere facilmente sequestrati dai governanti di turno. Ricordiamoci di ciò che fece Giuliano Amato, nel luglio 1992, dopo che Soros face saltare una banca, a Londra.

4. La sfrontatezza di chi ci vuole togliere i risparmi, affidandoli a volti anonimi che potranno farne ciò che vogliono, ha dell’incredibile. Ricordiamo l’Art.47 della nostra Costituzione che sancisce: “La tutela del risparmio IN TUTTE LE SUE FORME…”

5. Senza il contante saremo tutti ridotti a degli schiavi. Un algoritmo conoscerà tutto di noi, cosa spendiamo, dove andiamo, i nostri gusti e le nostre fobie.

6. Nel caso che degli hacker sottraggano denaro alla nostra banca, chi pagherà? La banca, oppure il costo verrà scaricato su chi ha depositato? Credo che sarà la seconda opzione, anche se in maniera nascosta, oppure se il furto sarà stato enorme, la banca fallirà e grazie al Bail-In, oltre a perdere i nostri soldi saremo chiamati a risponderne. Diranno che avremmo dovuto meglio vigilare sui sistemi di protezione adottati dalla nostra banca.

Chiudiamo ricordando che, sotto ai regimi dispotici, di sinistra e di destra, molta gente si è potuta salvare solo perché teneva contante da parte.

 

 

 

 

San Marino sta affondando grazie all’Euro e alla BCE

Prendiamo spunto dall’ottimo articolo di  Simona Pletto, uscito su ”Libero Quotidiano” in cui s’illustra la disastrosa crisi finanziaria di San Marino, la più antica repubblica del mondo. 33.000 abitanti e una superficie di 61 km2. Molti negozi hanno chiuso e addirittura ci sono sanmarinesi che non riescono a tirare a fine mese. I loro governanti non sono riusciti a contenere la crisi e non riescono bene a comprendere come questa abbia potuto colpirli con tanta virulenza.

“Anche sul Titano è finita la pacchia. In un anno il debito pubblico di San Marino è triplicato. La più vecchia Repubblica al mondo non è mai stata così in crisi. Negli ultimi tre anni sono saltate due banche, Asset Banca e recentemente Banca Cis. Il debito pubblico è passato da 262 milioni a 888. La popolazione teme che non ci siano i fondi per pagare le pensioni. Un incubo per uno Stato di soli 33mila abitanti. Questo tracollo è dovuto in parte alla copertura delle perdite della Cassa di Risparmio di San Marino, la banca dello Stato, che non è banca centrale.
L’ ultima relazione della Commissione di Controllo della finanza pubblica, parla di «quadro molto preoccupante, con il degrado trasversale della posizione economica, finanziaria e patrimoniale che segna il decadimento del conto finanziario registrando un disavanzo di oltre cinque volte superiore a quello registrato negli esercizi pregressi e mantenutosi sostanzialmente stabile sin dal 2013. Il bilancio e il livello del debito pubblico sono altamente incerti, poiché dipendono dai costi finali della ricapitalizzazione delle banche».

MONTE TITANO – SAN MARINO
Il totale attivo del sistema bancario è passato da 11,5 miliardi di euro del 2008 a 4,6 miliardi a dicembre 2018 (-60%), a fronte del dimezzamento del numero di operatori da 12 agli attuali 5.
La mancanza di lavoro, una separazione o un divorzio, affitti e mutui difficili da pagare. Sono queste, oggi, le principali cause di povertà nella piccola Repubblica. Il dato emerge da una ricerca del 2018, a cura di Orietta Ceccoli Orlandoni. Un report che ha come campione i numeri della Sums e della Caritas. Uno dei risultati che lo studio restituisce, è il numero di famiglie in difficoltà sul Titano: circa 300 non riescono a coprire le spese mensili (sugli oltre 14.200 nuclei totali). Analizzando il campione Sums, si nota che il 67,7% di chi si trova in difficoltà è sanmarinese. Stiamo comunque parlando di cittadini o residenti.”

A parte gli errori commessi da certi uomini politici locali, questa ci pare la prova provata che l’Euro non funziona e pensiamo che San Marino potrebbe essere molto più ricca della Svizzera, se adotterà una semplice contromisura. Deve uscire dal sistema Euro e poi ricominciare a stampare i propri soldi, tramite la propria Banca di Stato, non creando soldi senza coperture e a debito, come fa la Federal Reserve e tante altre banche centrali.

I sanmarinesi hanno sempre protetto la propria indipendenza, anche a fronte di allettanti offerte territoriali da Napoleone Bonaparte. Dunque è una tragedia che ora abbiano ceduto la propria sovranità monetaria a Bruxelles.

In cambio di che poi? Miseria e rovina.

Questo tema verrà trattato in un nostro libro di prossima pubblicazione.