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Ultime Parole, Pagine Sparse 1970-1980

17,00 11,90

di Oswald Mosley

COD: 9788831229012 Categorie: , ,

Descrizione

Numero di pagine: 228

Mercato unico, ambiente, azioni governative, Stati Uniti, Terzo Mondo, welfare, Europa… sono alcune delle tematiche affrontate da Mosley in “Ultime parole: pagine Sparse”, un libro che racchiude i vari Broadsheet scritti nell’ultima decade della sua lunga vita.
All’interno della presente opera, l’autore riesce ad unire la sua esperienza di vita con quelle doti intellettuali che da sempre lo contraddistinsero fin dal suo esordio in politica, nei lontani anni ’20 del secolo scorso.
Difatti, nel corso della lettura, si può quasi percepire l’esperienza decennale di un personaggio che appartiene ad un’altra epoca storica.
Non vi è argomento nel quale Mosley, riuscendo a connettere gli eventi passati con l’attualità di allora, non riesca ad elaborare soluzioni lucide e al passo con i tempi: dalla crisi mondiale degli anni ’70, dove l’autore mette in risalto la sua esperienza come Ministro nel governo laburista degli anni ’30, al meccanismo “salario-prezzo” applicato alla politica dei redditi, il problema dell’inflazione affrontato nel continente americano ed europeo fino al concetto, spesso evidenziato tra le varie pagine, di “Europa Nazione”;
E proprio da questa idea – un vero programma politico su scala continentale – che si concentrano le tematiche più salienti di “Pagine Sparse”, esponendo un’Inghilterra giunta al bivio dell’isolazionismo o dell’integrazione in Europa.
Inutile sottolineare quale fosse la scelta dell’autore, che basa le proprie argomentazioni sul piano politico e storico: prima, mettendo in evidenza le politiche fallimentari dei leader conservatori e laburisti. Nella seconda argomentazione, Mosley è più schietto: la gloriosa epoca dell’Impero britannico appartiene ai libri di storia e il Regno Unito, ormai sul filo del rasoio, deve fare il salto di qualità attraverso l’avvicinamento alle nazioni del Vecchio Continente, in modo da conservare il proprio ruolo nello scacchiere mondiale. Dalla creazione di una superpotenza europea si sarebbe spostato l’ago della bilancia tra le varie potenze, con un’Europa libera e capace di prendere le redini del proprio destino.
Ovviamente, con il senno di poi, le cose sono andate diversamente rispetto alle sue previsioni: l’edificio europeo non è ancora ultimato, e le relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea sono oramai ad un punto di ebollizione critica.
Per questo abbiamo bisogno, oggi come ieri, di leggere gli scritti di Mosley – iniziando da “Pagine Sparse”: può esistere un’altra Europa, diversa da quella del Trattato di Maastricht o della BCE, pienamente consapevole della propria storia e delle proprie tradizioni rispetto a chi, in maniera degradante, vorrebbe ridurla ad una mera “espressione geografica”.
Lo stesso Mosley ci ammonisce sui rischi e le possibilità che possiamo avere per costruire un futuro diverso, come menzionato nelle pagine di “Europa: una fede, un piano”:

«Viviamo in un’epoca che richiede all’umanità una più ampia e profonda consapevolezza: la scienza si muove molto più velocemente della mente e delle psiche umane. Il pericolo non risiede nel fatto che perderemo il nostro retaggio troppo rapidamente, bensì che non troveremo abbastanza in fretta la mente e il carattere necessari per un nuovo ambiente. […] Noi non proponiamo altro che la completa Unità dell’Europa come un’unica Nazione. Una nazione chiamata Europa significa che l’Europa deve diventare una nazione migliore, nello stesso senso in cui Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Spagna sono oggi delle Nazioni» .

Cristiano Ruzzi

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