Librai asinini a Verona e altrove

Mondadori, Verona, Corso Sant’Anastasia, 7

Nelle librerie Mondadori e Feltrinelli i nostri libri vengono boicottati. Anche se una di quelle piazza un ordine per i libri Gingko, tale libro poi non viene ordinato dai loro uffici centrali che raccolgono tutti gli ordini provenienti dalle loro librerie sparse in Italia. Questo non è complottismo ma un tangibile fatto con il quale dobbiamo convivere. Qualche giorno fa ne abbiamo ricevuto la riprova con la Mondadori di Crema che non  ha ordinato, dopo sei mesi, il libro di Ermanno Bencivenga intitolato “La Grande Paura” pur sollecitati dallo stesso autore, celebre filosofo e che abita a Crema.

Fra i tanti libri che abbiamo pubblicato ve n’è uno scritto dallo storico veronese Maurizio Brunelli, dedicato alla passione, condivisa da Cangrande Della Scala e Dante Alighieri, per gli astri. Era uscito ben due anni fa e speravamo che con l’anniversario dantesco avrebbe goduto di una certa popolarità, perlomeno a Verona. In realtà lo si trova solo nelle librerie indipendenti, come quella di via Mameli e al Minotauro ma non nelle maggiori,  collegate a catene nazionali.

Il motivo da loro addotto è che i loro uffici acquisti centrali, basati a Milano, verso cui dirigono tutte le loro prenotazioni, semplicemente non se li procurano dal nostro agente nazionale, la CDA di Bologna. Queste pastoie burocratiche sono apparentemente invalicabili e dopo l’ennesima discussione con la Mondadori di Verona, in Corso Sant’Anastasia, 7, a due passi da di Piazza delle Erbe, ho deciso di rassegnarmi al mio fato e di accettare che pure in questa libreria, che si trova a duecento metri dal palazzo dove Cangrande nacque e poi visse, i veronesi non possano ottenerne una copia.

Avevo deciso di fare un ultimo tentativo pochi giorni fa. Ma l’antipatica e scortese responsabile della Mondadori di Piazza delle Erbe, alla quale avevo offerto gratuitamente 3 copie del libro di Brunelli (me le avrebbe pagate solo in caso di vendita) mi ha bruscamente avvertito che aveva poco tempo da dedicarmi e che non era la giornata giusta. Dopodiché mi ha ripetuto il solito mantra che già mi aveva recitato l’anno scorso, circa non ben chiariti ostacoli che le impediscono di accettarli. Le ho obiettato che se l’uomo è arrivato alla luna, non è possibile non riuscire a mettere un libro in una libreria.  Alla terza ripetizione della sua storia dell’impedimento burocratico invalicabile mi sono spazientito e me ne sono andato dicendole che non avrei più comprato alcun libro da loro.

Poi si lamentano che Amazon gli fa concorrenza sleale, ma il motivo lo si capisce. Questo libro, per esempio, può essere ordinato su Amazon che lo stampa in Polonia e poi te lo invia a casa per corriere, spesso senza addebitare le spese dell’invio e, nel giro di una settimana, uno se lo trova nella cassetta della posta.

Ecco, alla fine saranno la burocrazia e l’ottusità che provocheranno la chiusura di queste catene di librerie, non Amazon!

Un commento su “Librai asinini a Verona e altrove”

  1. È il Minkulpop che regna nell’Italia del pidiotismo e che oggi si miscela con il vuoto pneumatico dell’oppofinzione.
    Chiedere al “nemico” che vive nella sindrome post-traumatica della caduta del Comunismo e della salvezza liberista che rappresenta il nuovo credo bergogliano, è illusorio. Chiedere al nuovo astro del fantasy: Berizzi

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