Seconda Edizione della LA SINISTRA PSICOPATICA di Kerry Bolton

 

 

Una seconda edizione di questo libro, volto a provare che tutti i cosidetti padri nobili (e quelli meno nobili) del Socialismo soffrivano di turbe mentali, è stata stampata.

La nuova edizione è uscita su carta delle cartiere Fedrigoni di Verona, più leggera rispetto alla prima edizione, riducendo notevolmente il peso del libro. Sono state aggiunte delle alette, per rendere più stabile la copertina. Il prezzo rimane invariato, a 16 euro, che è molto buono  per un libro di 375 pagine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Demone, non Dio – Un libro che mostra, numeri alla mano, dove stiamo andando

Questo libro, scritto da un cittadino americano vicino al partito Repubblicano mostra, con dati e studi alla mano, in che direzione la nostre società si stanno evolvendo. Un futuro da schiavi decerebrati attende i nostri figli?

Le spire del Neoliberismo stanno soffocando la crescita e lo sviluppo delle nostre società. Stiamo annegando in un mare di melassa velenosa. L’autore di questo libro ha preferito l’anonimato per non essere fatto bersaglio di feroci critiche e di accuse. Non è un caso che questo libro sia stato proibito su Amazon, nella sua versione originaria in inglese.

La versione italiana è ancora disponibile, per ora, su Amazon e l’uscita in libreria è attesa per il mese di febbraio del 2021.

Amazon.it: Demone, Non Dio: Il Liberalismo e la distruzione dell’Occidente – Radius, Luca – Libri

 

 

 

A bizzarre idea for the 40 years for“Il Nome Della Rosa” by Umberto Eco.

 

It was published by Bompiani, in 1980. Umberto Eco was already famous in Italy, not as a novelist but as a linguist, an ancient book collector, and a clever satirist. I believe that the publisher did not expect much from this first novel when he gave them the draft. Perhaps even Eco did not expect much, perhaps he just wanted to write a treatise on “how to write a successful light novel?”. Then he thought why not write one? It was a good idea: It sold millions of copies all over the world, but afterward Eco was unable to replicate the same formula. Later, he came up with some very long, convoluted, and boring novels. Perhaps it was because he was trying to elevate the general level of the story, thus making it more for intellectuals than for the Voghera’s Housewife, to use Alberto Arbasino great characterization.

 

To commemorate the 40 years anniversary a group of bibliophiles, with Simone Berni at their head, has come up with the eccentric idea to reprint this book, putting all the words in alphabetical order, chapter by chapter.

Who will read such a book? No one, no one with a sane mind will read the 172.425 composing the book. But the publishers are planning to print only 40 copies for bibliophiles, who, as we all know, are insane people, I am one of them.

This form of a book is called “aventeformadilibro” that is “havingformofabook”.

The bernesque idea of Berni is to create a rarity and make fun of commemorations, just like the futurists were doing before the last war. Filippo Tommaso Marinetti would approve it, Eco? Ehm…I am not sure.

 

Esce “Della il nome rosa” di Eco Umberto: un’edizione alfabetica!

The same book on Emperor Nero, but with a new cover and title

This book was written by Girolamo Cardano (1501-1577?). The original in Latin was first published in Basel as Neronis Encomium in 1562  by the printer Henric Petri. The first English edition was issued in 2012 as Nero. An Exemplary Life in Hong Kong by Inkstone Books, in a limited edition of 200 copies. The translation from Latin to English is due to Angelo Paratico.

A new trade edition was published in 2019 by Gingko Edizioni of Verona, Italy, and it is available in Amazon in format kindle and POD (Print on Demand). Here is the link:

https://www.amazon.com/gp/product/B07X1Z4RD4?pf_rd_r=Z7V4EV1EY279AGDWQCNJ&pf_rd_p=6fc81c8c-2a38-41c6-a68a-f78c79e7253f

It is the same book, with a few necessary amendments, and provided with a jollier title and cover,  as Girolamo Cardano  Emperor Nero: Son of Promise, Child of Hope.

This book has been quoted by Joshua Levine on the Smithsonian Magazine for his deep and extensive review of the book written by British historian John F. Drinkwater Nero. Emperor and Court Cambridge University Press, 2019.

https://www.smithsonianmag.com/history/new-nicer-nero-history-roman-emperor-180975776/

 

L’AVVENTURA D’UN ITALIANO A PECHINO, IN MONGOLIA E A MACAO

 

 

 

Una recensione al mio libro “UNA FEROCE COMPASSIONE”  scritta da  Ambrogio Bianchi e pubblicata sul Corriere della Sera.

 

Il genocidio dei mongoli è poco conosciuto, eppure centinaia di migliaia d’innocenti vennero trucidati dai bolscevichi russi, affiancati dai loro complici mongoli. Ciò avvenne a partire dalla morte della massima autorità religiosa e politica del Paese, il Bogd Khan, conosciuto come il Budda Vivente, avvenuta il 17 aprile 1924. L’ultimo libro di Angelo Paratico, intitolato “Una Feroce Compassione” e pubblicato dall’editore Gingko di Verona ripercorre quegli avvenimenti, intrecciandoli con la vicenda di un ufficiale italiano che partecipò alla nostra spedizione armata, a Pechino, del 1900, stabilendosi poi a Macao e a Hong Kong.

La narrazione inizia con l’intervento del Barone Pazzo, l’austriaco Roman von Ungern-Sternberg (1886-1921) che, a capo di un piccolo esercito personale, composto essenzialmente da russi bianchi e di altre nazionalità, il 4 febbraio 1921 occupò Urga, la capitale della Mongolia, massacrandovi la guarnigione cinese. Nativo di Graz, in Austria, Unger-Sternberg condivideva alcuni tratti del suo carattere con il suo più celebre connazionale, Adolf Hitler. Credeva di essere la reincarnazione di Jamsaran, il dio tibetano della guerra. Per eliminarlo, alcune unità dell’esercito sovietico invasero la Mongolia e presero Urga il 6 luglio 1921. Il Barone Pazzo tentò di ritirarsi in Tibet, ma fu catturato e poi fucilato, il 15 settembre 1921. Fu grazie al principio della eterogenesi dei fini, ovvero grazie all’intervento del Barone Pazzo e della successiva invasione sovietica per eliminarlo, che la Mongolia oggi non fa parte della Repubblica Popolare Cinese. Questa resta una grossa perdita territoriale per la Cina, considerando che ha una superficie cinque volte maggiore dell’Italia e una popolazione di soli tre milioni e trecentomila abitanti, con un sottosuolo ricchissimo di minerali.

Il Bogd Khan era nato in Tibet, e fin dall’infanzia era stato riconosciuto come una reincarnazione dei suoi predecessori e posto sul trono della Mongolia nel 1911, quando i mongoli conquistarono l’indipendenza dalla Cina. Dopo che il Barone Pazzo venne fucilato, i bolscevichi accordarono solenni garanzie d’indipendenza alla Mongolia, promettendo di rispettare gli accordi che avevano sottoscritto a Kiakhta, ma quasi subito cominciarono a frapporre ostacoli tra il Budda vivente e i suoi sudditi. Dopo essersi sbarazzati del Bogd Khan, che forse avvelenarono, i bolscevichi diedero inizio al genocidio mongolo, radendo al suolo più di cinquecento monasteri, bruciando antiche biblioteche dedicate allo studio del pensiero buddista, fucilando migliaia di lama, distruggendo preziose opere d’arte sacra. Fu in quell’occasione che il vessillo spirituale di Gengis Khan, noto come Khara Sulde – un tridente d’acciaio, con degli anelli d’argento che portavano intrecciata la criniera nera del suo cavallo da guerra – scomparve per sempre dal monastero di Shankh a Ovorkhangai Aimag, nella Mongolia occidentale. Gli antichi mongoli, prima di abbracciare il buddismo tibetano, erano degli animisti e credevano che in quel tridente risiedesse l’anima di Gengis Khan e che il suo possesso garantisse il controllo del mondo intero. Anche Heinrich Himmler cercò di entrane in possesso, seguendo le indicazioni ricevute da Sven Hedin, il famoso esploratore svedese e ammiratore di Hitler e del nazismo. Questa è una leggenda che ricorda quella che circonda la lancia di Longino, conservata a Vienna e che fu sottratta da Hitler durante l’Anschluss del 1938.

I sovietici temevano la rinascita dello spirito d’indipendenza mongolo e portarono a compimento delle feroci purghe, anche di quei mongoli comunisti che non credevano abbastanza zelanti nel voler fare tabula rasa del passato e delle tradizioni. Solo quelle del 1937 portarono alla morte circa trentamila persone. La Mongolia si trasformò in uno stato che ricorda il libro “1984” di Orwell, o l’occupazione della Cambogia da parte dei Khmer Rossi, raggiungendo livelli di psicosi mai visti in precedenza. Basti come esempio ciò che accadde nel 1962, a Tomor-ochir, vicepresidente del Consiglio dei ministri mongolo, che incautamente approvò l’emissione di una serie di francobolli per commemorare gli ottocento anni dalla nascita di Gengis Khan e la costruzione di un piccolo monumento a lui dedicato. Questo causò una sanguinosa epurazione di accademici  e storici che avevano appoggiato quel piano. Lo stesso Primo ministro fu improvvisamente destituito e mandato a lavorare in una fabbrica, come accadde a Dubcek in Cecoslovacchia. Un giorno lo trovarono morto, con la testa spaccata da un colpo d’ascia, ma i suoi assassini non vennero mai trovati.

Dopo l’invasione giapponese della Manciuria nel 1931, anche il Giappone mise gli occhi sulla Mongolia, invadendola nel 1939, ma vennero pesantemente battuti. Si dice che  anche loro avessero formato un plotone di storici in divisa, incaricati di trovare il famoso tridente d’acciaio di Gengis Khan e poi portarlo a Tokyo.

 

Ambrogio Bianchi

 

 

 

 

Owens vs Hitler

1936 Le Olimpiadi di Hitler

l giochi olimpici del 1936 restano fra i più controversi di tutta la storia olimpica, eppure oggi se ne parla, soprattutto, per ricordare la mancata stretta di mano fra Adolf Hitler e James C. Owens, conosciuto come Jesse Owens.

Spesso si ricorda quell’episodio indicando anche che Hitler lasciò lo stadio in anticipo proprio per non volere stringere la mano a un vincitore di colore. E di medaglie d’oro Owens ne vinse ben quattro, dunque per quattro volte Hitler abbandonò il podio in anticipo?

Eppure, questa pare essere una fake news, dato che vi furono vari testimoni oculari che sostennero che la stretta di mano ci fu. Non si capisce, dunque, perché questa erronea narrazione debba persistere, come se non bastassero ben altri episodi della vita di Hitler per condannarne la memoria. Dunque che bisogno c’è di aggiungere delle bugie alla sua storia, non basta forse la verità?

Hitler strinse la mano e sorrise a Owens. Pare addirittura che gli diede una propria fotografia con dedica autografa, secondo il giornalista sportivo Siegfried Mischner, il quale disse in televisione: “La foto fra Hitler e Owens venne scattata dietro alle quinte del podio d’onore e quindi non fu diffusa dalla stampa ufficiale. Ma io ho visto Hitler stringere la mano a Owens.”

Owens disse sempre la verità ma non venne creduto e a un certo punto ritenne prudente starsene zitto. Per verificare i fatti basta prendersi la briga di andare a leggere i giornali americani della fine del 1936. Owens affermò d’essere stato trattato meglio in Germania che negli Stati Uniti, dove i neri restavano sottoposti a segregazione e dove vigevano leggi razziali che, ironia della sorte, furono usate dai nazisti come falsariga per attuare le proprie politiche razziali contro agli ebrei (James Q. Whitman, “Hitler’s American model. The United States and the making of Nazi Race Law”, Princeton University Press, 2017). Ricordiamo che i neri ebbero pieni diritti di voto negli Stati Uniti solo nel 1965.

Anche l’asso della marina britannica e pilota collaudatore, Eric Melrose “Winkle” Brown  (1919-2016), affermò in televisione che vide quella stretta di mano, e il video con questa sua affermazione è visibile su YouTube. Basta digitare il suo nome e controllare questo documentario in cui mostra il suo album di foto personali, incluse quelle della sua partecipazione alle Olimpiadi di Berlino.

Jesse Owens nacque il 12 settembre 1913 a Oakville, in Alabama, ma poco tempo dopo la sua famiglia emigrò nell’Ohio, portandosi dietro i loro nove bambini. Morì nel 1980, all’età di 66 anni e, come avvenne spesso durante la sua vita, anche l’occasione della sua morte fu sfruttata dalle principali reti televisive e dai media del mondo per divulgare le vecchie inesattezze che avevano sempre raccontato. In realtà, Owens fu acclamato dai berlinesi, con lo stesso entusiasmo riservato agli atleti tedeschi. Lui stesso disse che, in un’occasione, mentre era allo stadio, arrivò Hitler: “Quando passai davanti al Cancelliere, egli s’alzò, facendo un cenno di saluto nei miei confronti e io gli restituii il saluto.”

Il presidente Roosevelt, invece, si rifiutò d’incontrarlo una volta rientrato in patria e dunque mai gli strinse la mano. Solo nel 1955 il presidente Dwight D. Eisenhower riconobbe tardivamente i suoi successi, nominandolo “Ambasciatore dello Sport”.

Adolf Hitler fu razzista nei confronti degli ebrei ma non nutriva animosità nei confronti di gialli, neri, latini  e arabi salve le solite prevenzioni condivise in tutta Europa. Un biografo americano di Owens scrisse: “Tutti gli spettatori tedeschi hanno risposto con calore al giovane Owens …Né la pioggia, né il freddo, hanno fatto calare la folla sotto ai 100.000 spettatori durante le finali pomeridiane. L’hanno guardato e applaudito a ogni sua mossa. Non abituati a vedere degli atleti neri, sono stati rapidamente conquistati dal suo atletismo dominante e dal suo atteggiamento amichevole. Nel Villaggio Olimpico, allo stadio e per le strade di Berlino, hanno chiesto a gran voce di toccarlo, di avere il suo autografo, di scattargli una foto”.

Owens disse: “Dopo essere tornato a casa con le mie quattro medaglie dalle Olimpiadi del 1936 mi parve sempre più evidente che tutti mi avrebbero dato delle grandi pacche sulle spalle, e avrebbero voluto stringermi la mano o farmi salire nella loro suite. Ma nessuno mi avrebbe mai offerto un lavoro.”

Nonostante il suo grande successo a Berlino, egli ebbe una vita assai difficile. Fu espulso dalla American Amateur Athletics Union perché aveva utilizzato la sua fama a livello mondiale per un piccolo profitto personale, prima d’una tournée all’estero. Alla fine, si ridusse a diventare una sorta d’attore da circo per sostenere la propria famiglia, misurandosi con un’auto, una moto, con cani e cavalli. Svolse lavori come bidello e benzinaio e osservò amaramente: “Non si possono mangiare le mie quattro medaglie d’oro”.

Franklin D. Roosevelt non si congratulò mai con Owens, né lo invitò [e nessun altro atleta afroamericano] alla Casa Bianca dopo le Olimpiadi di Berlino. Per questo Owens disse che: “Hitler non mi ha snobbato – è stato FDR che mi ha snobbato!”.

Un dettaglio che dimostra la mancanza di sentimenti razzisti nei confronti dei neri lo si può notare dal magnifico episodio dell’amicizia fra Luz Long e Jesse Owens. Furono i consigli di Long che fecero vincere l’oro a Owens e condannarono lui all’argento. Immaginate tutti gli insulti che gli avrebbero rivolto i tedeschi per averlo fatto vincere, se avessero odiato i neri. Eppure mai nessuno lo insultò, anzi questo fatto venne visto come un gesto di grande cavalleria.

I due restarono amici e si scambiarono lettere, fin quando Long mori il 14 luglio 1943 a Niscemi, in Sicilia, in circostanze mai chiarite combattendo contro agli Alleati nella Piana di Gela. Luz Long riposa ancora lì, in un sacrario mantenuto a spese della Germania.

 

Movimenti Occulti e Sovversivi

Il nuovo ordine mondiale descritto in un nostro libro. Viganò avverte Trump!

Movimenti Occulti e SovversiviL’elogio di Trump a Viganò, il vescovo che vuole le dimissioni del Papa, per una lettera su virus e Floyd

«Leggetelo tutti»: il Tweet del presidente Usa all’ex nunzio che considera l’emergenza Covid e le proteste per George Floyd un complotto dei «figli delle tenebre» per instaurare «un Nuovo Ordine Mondiale»

«Così onorato dalla lettera incredibile dell’arcivescovo Viganò per me. Spero che ognuno, religioso o no, la legga!».

Questo è il tweet postato nella notte da Donald Trump per lodare l’ex Nunzio pontificio negli USA, Carlo Maria Viganò — ora in pensione che già nel 2018 chiese le dimissioni di Francesco e nel frattempo lo ha accusato, tra le altre cose, di essere «dalla parte del Nemico», cioè Satana, e guidare con un «falso magistero» una Chiesa che vuole essere «braccio spirituale del Nuovo Ordine Mondiale e fautrice della Religione Universale» per rendere concreto «il piano della Massoneria e la preparazione dell’avvento dell’Anticristo».

«Signor Presidente, stiamo assistendo in questi mesi al formarsi di due schieramenti che definirei biblici: i figli della luce e i figli delle tenebre».

La sua tesi è che l’ ondata di proteste dopo la morte di George Floyd abbia mostrato che nella società convivono «due realtà contrapposte, eterne nemiche come eternamente nemici sono Dio e Satana», ovvero «la stirpe della Donna e la stirpe del Serpente». A proposito delle manifestazioni «Black Lives Matter», l’arcivescovo scrive: «Pare che i figli delle tenebre — che identifichiamo facilmente con quel deep state al quale Ella saggiamente si oppone e che ferocemente le muove guerra anche in questi giorni — abbiano voluto scoprire le proprie carte, per così dire, mostrando ormai i propri piani».

La teoria della cospirazione risale all’emergenza Covid, definita da lui «una colossale operazione d’ingegneria sociale» nella quale «vi sono persone che hanno deciso le sorti dell’umanità, arrogandosi il diritto di agire contro la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti nei governi delle Nazioni». Secondo Viganò «è di tutta evidenza che il ricorso alle proteste di piazza è strumentale agli scopi di chi vorrebbe veder eletto, alle prossime presidenziali, una persona che incarni gli scopi del deep state e che di esso sia espressione fedele e convinta». Perciò «non stupirà apprendere, tra qualche mese, che dietro gli atti vandalici e le violenze si nascondono ancora una volta coloro che, nella dissoluzione dell’ordine sociale, sperano di costruire un mondo senza libertà: Solve et coagula, insegna l’adagio massonico».

L’arcivescovo ne ha anche per la Chiesa fatta di preti pedofili radicati nella macchina vaticana: «Come vi è un deep state, così vi è anche una deep Church che tradisce i propri doveri e rinnega i propri impegni dinanzi a Dio».

Martedì, dopo la dura repressione contro i manifestanti intorno alla Casa Bianca, Trump si era fatto fotografare e filmare con la moglie davanti alla statua di Giovanni Paolo II nel Santuario nazionale di Washington dedicato a Wojtyla e costruito dai Cavalieri di Colombo, potente e ricchissima organizzazione cattolica di stampo conservatore. L’arcivescovo di Washington Wilton D. Gregory, primo pastore afroamericano nella storia della capitale americana, nominato da Francesco l’anno scorso, aveva reagito con durezza: «Trovo sconcertante e riprovevole che qualsiasi istituzione cattolica accetti di essere manipolata e che di essa si faccia cattivo uso in maniera da violare i nostri principi religiosi, che invece ci chiamano a difendere i diritti di tutte le persone, anche di quelle con le quali possiamo non essere d’accordo». Di lì a poco, Viganò aveva definito Gregory un «falso pastore».

Così Viganò scrive nella lettera a Trump: «È sconcertante che vi siano vescovi – come quelli che ho recentemente denunciato – che, con le loro parole, danno prova di essere schierati sul fronte opposto. Essi sono asserviti al deep state, al mondialismo, al pensiero unico, al Nuovo Ordine Mondiale».

Un appello di Viganò dai toni analoghi — l’emergenza Covid vista come un «pretesto» per «ledere i diritti inalienabili dei cittadini» —un mese fa è stato pubblicato con le firme del cardinale Gerhard Ludwig Müller (ex prefetto della Dottrina della Fede) e Joseph Zen (vescovo emerito di Hong Kong, il più tenace oppositore della resa del Vaticano nei confronti della Cina) e anche del cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto divino, già al centro delle polemiche per il libro scritto «a quattro mani» con Benedetto XVI, che ha poi ritirato il sostegno.

Consigliamo a tutti i lettori interessati di leggere il libro di Kerry Bolton, recentemente pubblicato in italiano, nel quale viene sostenuta la tesi esposta da Viganò, con dati e circostanze storiche.

Esce PREDICHE NEL DESERTO. Il meglio di Paolo Barnard (2008-2013)

 

 

Potete già trovare nelle migliori librerie il libro Prediche nel Deserto. Il Meglio di Paolo Barnard (2008-2013) Gingko Edizioni, Verona, 384 pagine, ISBN 978-88-31229-15-9 Euro 19.

Ed è già disponibile anche in  ebook:

https://www.youcanprint.it/filosofia-politica/prediche-nel-deserto-il-meglio-di-paolo-barnard-2008-2013-9788831679794.html

Si tratta di una raccolta di articoli profetici scritti da Barnard a partire dalla fine del 2008 sino al 2013. Barnard è un grande filosofo radicale, polemista e un amicus veritas.

Paolo Barnard nei suoi articoli spazia in settori vitali della economia, sia a livello micro che a livello macro; dell’Europa unita e dell’Euro; della guerra in Medio Oriente, di Israele e della Palestina, scrivendo sempre con grande coraggio, con coerenza e senza mai concedere nulla a nessuno.

Pochi scrittori possono vantare virtù simili alle sue nel panorama giornalistico e filosofico italiano.

 

 

Presto in edicola il libro di Kerry Bolton dedicato ai Movimenti Occulti & Sovversivi

 

 

“È la Massoneria che comanda, che ha la forza di andare avanti e sviluppare la nostra economia. Questo è ormai documentato, attraverso numerose indagini, che Cosa Nostra e la Ndrangheta sono cresciute proprio grazie alla Massoneria.”
Federico Cafiero De Raho, Procuratore Nazionale Antimafia, 25 gennaio 2020.

 

 

 

Preambolo 

Le “cospirazioni occulte”, comprese le congetture sull’influenza degli Illuminati nel XVIII secolo, eccitano l’immaginazione popolare, in particolare con il proliferare di varie teorie su Internet, dopo l’attacco del 9/11. Queste teorie vengono spesso considerate seguendo una prospettiva religiosa, o un focus su una varietà di teorie fatte in casa, come gli extra terrestri rettiliani, i collegamenti Nazi-UFO-Bush o la famiglia reale britannica, il Vaticano, l’Opus Dei, il Priorato di Sion, gli ebrei, i banchieri e chiunque altro, con una gran confusione di combinazioni e di elementi. Gli interessi commerciali, che ci si aspetterebbe da un punto di vista ‘cospiratorio’, siano parte del disegno, stanno comunque approfittando di questo interesse, con film come ‘National Treasure’ e libri come la serie di volumi ‘Cospirazione’ pubblicati da Collins & Brown, e i best seller di Dan Brown.

Questo libro cerca di esporre questi argomenti facendo uso di una metodologia scientifica, combinata con la prospettiva della Tradizione e della Contro-Tradizione. L’attenzione è qui incentrata su una ‘guerra spirituale’ o ‘occulta’, con l’enfasi sulla corrente esoterica primaria degli ultimi secoli, da cui molti altri culti cospirativi sono poi emersi: la Massoneria.

A ciò si aggiungono le difficoltà di affrontare questo argomento, ossia ciò che i Tradizionalisti Perenni descrivono come ‘Contro-Tradizione’ e ‘Anti-Tradizione’, siano in realtà delle “contraffazioni” della Tradizione, e – come le contraffazioni in generale – sono quindi difficili da riconoscere dall’articolo genuino. Nella Bibbia si viene messi in guardia dal sorgere di ‘falsi profeti’ e del ‘Anticristo’. Questo ‘Anticristo’ sembrerebbe compiere molti miracoli e verrebbe considerato come il Cristo risorto, per fondare un nuovo governo mondiale.

La profezia cristiana non è troppo lontana da ciò che accade oggi con i ‘falsi profeti’, ‘guru’ e ‘messia’ che proclamano una ‘nuova era’ di pace, gioia e unità per tutta l’umanità, sotto a una particolare autorità centralizzata.
Un’altra apparente anomalia è che molte di queste società occulte siano in prima linea nel promuovere il razionalismo e lo scientismo, usando il linguaggio, i rituali e i simboli dell’occulto, mentre proclamano la propria opposizione a tutte le religioni e a tutte le superstizioni. Da una prospettiva tradizionalista, questi ‘razionalisti’ in abiti mistici sono gli ‘Anti-Tradizionalisti’ che portano avanti il lavoro della ‘Contro-Tradizione’. Questo è un dibattito in cui il razionalismo e il materialismo vengono usati come armi per distruggere tutte le Fedi che rappresentano una barriera a ciò che alcuni hanno chiamato gli ‘Adepti Neri’ che mirano a imporre la propria autorità sul mondo e a fondare la propria religione sulle rovine delle vecchie credenze. Quindi le dottrine razionalistiche, ateistiche, materialiste e comuniste sono un mezzo per un fine e non il fine.

Ciò che deve essere sottolineato fin dall’inizio è che a noi non importa se VOI credete in tale metafisica, o se la considerate un’assurdità assoluta e una superstizione primitiva. Ciò che conta è che esse esistono – e sono esistite per secoli – coloro che si considerano Adepti al servizio di quelli che spesso vengono chiamati ‘Maestri Nascosti’, questi credono di essere stati prescelti per inaugurare una nuova forma di governo e, in ultima analisi, un nuovo tipo di umanità.

Kerry Bolton

 

In Edicola il 20 marzo 2020.

Kerry Bolton Movimenti Occulti e Sovversivi. Tradizione e Contro-Tradizione nella Lotta per il Controllo del Potere Mondiale, Gingko Edizioni, Verona, 19 euro. Isbn 9788831229098

 

Historians are revaluating Emperor Nero’s lagacy, but a book by Cardano did it 450 years ago.

An old newspaper clip, inside a secondhand book by Seneca that
I bought on a stall, falls on the floor like a butterfly. It is an article
from the Washington Post, the date is June 30, 1981. The title of this
small clip that reproduces an Associated Press dispatch is ‘The Ghoul
Pool’. It says:

About 30 professors at the political science faculty of the Catholic
University of America were asked to name the worst villains in
history. Within the top ten appears emperor Nero, with such
motivation: ‘Among his deeds were the setting afire of Rome so that
he could build a city more aesthetically pleasing . . . the sparking of several civil wars and
the squandering of much of the army’s salaries for his foolish delights.’

Alas! The Hollywood style reading of history was still widespread in 1981, even among academics.

As a matter of fact, all such charges are untrue, and historically unfounded, as the reading of any modern-day biography of the great Roman emperor could easily prove.

It was Girolamo Cardano who demonstrated this 450 years ago, and he did it just by reading between the lines of the works of those partial historians. The figure of Nero described by Cardano could be compared, using today’s standards, to that of a Labour politician, perhaps, even a socialist, who got bad-mouthed by the Tory party of his day.

Napoleon, with his analytical capacity, could see that Nero was loved by the people
because he never burdened the poor, but oppressed the great.
Nero was not in Rome when the great fire started and, after
rushing back, did all in his power to help relieve the sufferings of the
homeless citizens affected, offering shelter in his own gardens and in
the buildings of the Campus Martius. It is not true that he accused
the Christians of the fire, and had thousands of them executed, as
we read in Tacitus and Suetonius, simply because there were very few
Christians around. The first author to speak about the Christians
being singled out as arsonists was Tertullian, writing at the end of
the second century. Probably, as Stephen Dando-Collins acutely
notes, the texts of Tacitus and Suetonius were corrupted by medieval
monks in their scriptorium. Christians were not the victims, but
followers of the Egyptian goddess Isis, who were infamous for using altars with fire during their ceremonies. This could explain also why when they were executed animal skins were put on them as a mockery, for followers of that cult worshipped animals (hence also Tacitus’ definition of them as possessed by an insane ‘hatred against mankind’.) In fact, there are no known Christian martyrs of that period, except Peter and Paul, who were executed not in connection with the fire, but later, at the time of great rebellion in Judea.
One of Nero’s alleged crimes was the murder of his adopted brother, Britannicus, who dropped dead during a banquet. We should note
that in antiquity there were no poisons which could kill in a matter of seconds. It is well documented that Britannicus was epileptic, and
a seizure could have caused an airways obstruction resulting in suffocation and turning his face blue, as it was reported by the
historian.

Nero’s reign had been one of the most peaceful in Roman history; civil wars were common before him, and after his death. He
did not squander the treasury, but increased the revenue of the state, putting also a large part of his personal wealth into the public coffers.
Italian historian Mario Attilio Levi was one of the first to critically re-examine his reign. Tacitus, Suetonius, Dio Cassius, the two Pliny,
Plutarch, and even Josephus, treated Nero not a historical figure, but like an object of horror, a buffoon, transforming hearsay into
facts. Nevertheless they were all connected with the senatorial class and with the Flavian emperors: Vespasian, Titus and Domitian, who
were motivated to bolster their own shaky legitimacy to rule by pouring scorn over their predecessors.
Ettore Paratore, another illustrious Italian Latinist, concurs on this point, admitting that those historians reduced the golden age of
the Roman Empire, corresponding with the rule of the JulioClaudian dynasty, into a sequence of murders, orgies and follies.

Here is the link to buy it in POD or KINDLE in Amazon:

https://www.amazon.it/Emperor-Nero-Promise-Child-Hope/dp/1689118539/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=emperor+nero%3A+son+of+promise&qid=1579793149&sr=8-2